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E-nigma Magazine n. 4 novembre 2015 Versione digitale

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E-nigma Magazine n. 4 novembre 2015

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Editoriale – E-nigma magazine

Net Neutrality, per molti un’espressione senza alcun senso ma per altri, che ben conoscono i meandri e le insidie del web, il simbolo, l’ultimo baluardo della libertà: quella di sapere, essere informati e di conoscere senza vincoli sociali, orientamenti politici o, peggio ancora, condizionamenti di origine religiosa. Il punto fondamentale di questa mia riflessione parte dall’assunto che le nuove norme sulla Net Neutrality varate dalla Unione Europea a Strasburgo, prevedono la creazione di corsie preferenziali, più veloci di altre… Detta così sembra un’affermazione legittima, dietro alla quale non si cela nulla di insolito, ma a ben guardare tra le righe si scoprono alcuni passaggi poco chiari. Infatti se da una parte è vero che «su Internet non devono esserci discriminazioni tra contenuti, applicazioni, servizi o apparecchiature utilizzate, e quindi la rete deve essere “neutra” nei confronti di chi mette i contenuti, di chi vi accede e dei contenuti stessi» (come ha dichiarato il commissario Agcom Antonio Preto, nel corso di una intervista rilasciata al sito www.corrierecomunicazioni.it), dall’altra, continua il commissario, «agli ISP è concesso di rallentare il traffico in qualsiasi momento se si presentasse una situazione di “congestione imminente”». Insomma si deve arrivare in alcuni casi a «una “gestione ragionevole del traffico” fatta nell’interesse degli utenti». Bellissime e sagge parole ma viene da chiedersi cosa succederebbe, ad esempio, se ci fosse un attentato o una calamità in cui gli utenti di internet iniziassero a cercare informazioni o postare video, diciamo scomodi, che possono mettere in discussione la versione ufficiale dei fatti? Sarebbe questo il caso di un pericolo di “congestione imminente”? Poniamo poi il caso in cui il Governo agisca in maniera repressiva nei confronti dei cittadini: facciamo l’esempio di una manifestazione trasformata in scontri sanguinosi. Potrebbero i siti dei partiti dell’opposizione essere “rallentati” per la consultazione in base al principio della “ragionevole gestione del traffico”? La nostra libertà è minacciata. Sono davvero deliranti le mie parole? Buona Lettura.

Massimo Bonasorte