IL CASO MORO IN SINTESI... E VERITA' PARANORMALE |
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Se MORO era loro prigioniero, è anche vero che le B.R. si sentivano topi in trappola.
Vi immaginate lo sgomento e terrore quando le BR, venivano informati dalla stampa e TV, del luogo esatto dove detenevano il loro prigioniero?
“ Il primo COVO non bastava, (via Gradoli)” “Conoscono anche il domicilio della seconda prigione!”
Naturalmente il fatto di sentire e leggere che il Lago della Duchessa, per gli inquirenti venisse considerata una notizia falsa, per loro in perfetta conoscenza della verità, certamente li fece sentire dentro una trappola diabolica, pronta a scattare CONTRO DI LORO in qualsiasi momento.
Le informazioni sul domicilio della prigione, sono ambedue di provenienza “ SEDUTA SPIRITICA.” La prima seduta avvenne a ROMA in via della Scrofa n.° 1, (anno 1978) esattamente nella sede del partito Monarchico Italiano, (ero un simpatizzante) “ Con questa collaborazione indiretta volevo attirare l’attenzione sul rientro dei SAVOIA.”
La seconda a Genova in un RINOMATO CIRCOLO SPIRITICO in voga nel 78, dove la prematura morte dello statista fu un interpretazione sbagliata degli stessi, (???) perché il messaggio spiritico non parlava della morte di MORO, ma dove egli era detenuto e prigioniero. (chissà se il comunicato fu a sua volta abilmente MANOVRATO?)
Nel caso MORO “ il soccorso astrale “ fu incredibile e ripetuto, Lo stesso (soccorso) rientra nelle due comunicazioni alle rispettive sedute spiritiche, ( non le ho mai conosciute fisicamente) poi nel trasmettere telepaticamente moltissime volte il messaggio alla moglie di MORO, “ PRENDI L’ELENCO TELEFONICO “ ecc…ecc…
Perché questo messaggio? Gli elenchi TELEFONICI di Roma già avevano all’interno le piantine delle vie della città, cosa che non avevano TUTTE le altre città italiane, ed io lo sapevo perché ero di ROMA e tante volte me ne ero servito, anche se allora fisicamente ero lontano 800 e più chilometri da Roma. Però bastava dargli una controllata per accorgersi che a Roma esisteva una VIA Gradoli, e che non era soltanto il nome di un quel paese GRADOLI, soggetto ad una INUTILE e pubblicitaria perquisizione totale. Eppoi il messaggio della seduta spiritica parlava di VIA GRADOLI, perché è sparita la VIA?
La signora Elena (o Eleonora) moglie di MORO, fautrice del rintracciamento della via Gradoli nell’elenco telefonico di Roma, disse di averlo cercato perché nella sua mente da un paio di giorni sentiva sempre questa frase:
Il soccorso astrale, continuò nella pratica materiale delle diverse aperture dell’acqua nei servizi del bagno, dell’appartamento-covo-prigione abbandonato di via GRADOLI, essendo nel giorno della fallita perquisizione da parte delle forze dell’ordine, MANCANTE L’ACQUA proprio in quella via, come dissero allora le notizie della TV, perché durante la vasta operazione di polizia sulla VIA Gradoli, (dopo la denuncia della signora ELEONORA MORO) i residenti si lamentarono perché tutti gli appartamenti della stessa via, furono soggetti a massicci ed interminabili controlli di polizia, mentre nessuno si preoccupava della mancanza dell’acqua e relativo interesse per ripristinarla. “ Stranamente dove MORO era rinchiuso ci fu una grande leggerezza professionale? “
Questa idea (dell’acqua che fuoriesce) mi VENNE, perché dove mi trovavo io nuovo residente, avevo subito precedentemente lo stesso danno fastidioso dell’acqua, che mi sgocciolava dall’appartamento sopra di me. Per fortuna sopra di me era abitato, diversamente sarei stato costretto a fare intervenire i pompieri: ne avevamo discusso più volte in casa, se la perdita sarebbe continuata assieme al disinteresse dell’inquilino.
Allora ingenuamente dedussi: se la polizia non è riuscita a trovare Moro in via Gradoli, SIGNIFICAVA che MORO era stato trasportato da un’altra parte, durante la fallita perquisizione nel paese GRADOLI. (avevano avuto tutto il tempo che volevano!)
Da parte mia per non avere indecisioni dove recarmi esattamente una volta uscito in astrale, dovevo “ far bruciare immediatamente ” quel covo facendolo scoprire subito. Essendo stato lo stesso abbandonato momentaneamente dalle BR, (dopo il passaggio a vuoto della polizia) APRIRE I RUBINETTI e chiudere i relativi scarichi, per favorire la fuoriuscita dell’acqua dal quel bagno, una volta che fosse nuovamente arrivata l’acqua, significava che la stessa fuoriuscendo dal pavimento sottostante e dalla porta dell’appartamento, prima o poi avrebbe costretto gli inquilini ivi residenti a chiamare urgentemente i pompieri, i quali senza tanti complimenti avrebbero sfondato quella porta, dal momento che nessuno gli avrebbe risposto all’intimazione di, APRIRLA IMMEDIATAMENTE o saremo costretti ad abbatterla. Cosi accadde veramente. Abbattendo quella porta i pompieri scoprirono il covo-prigione delle BR.
Secondo voi perché MORO non sospettò minimamente la sua morte imminente, quando gli intimarono di sistemarsi comodo, nel baule dell’auto dove poi l’avrebbero immediatamente ucciso? Era già abituato per i diversi spostamenti ad assumere quella posizione specifica. Da considerare e ricordare che le B.R. disponevano di un auto simile a quella della Polizia.
Se tutto quello che ho scritto è stato soltanto il frutto dei miei desideri astrali? Però se è stato tutto vero? Menomale che esiste il PARA-NORMALE, e la gente normalmente è abituata soltanto ha credere, a tutto ciò che gli altri (i potenti) mistificatamene impongono. Io non sono quella gente, credo ai sogni, come nella vera giustizia. C’è ancora molto da aspettare? H'ERMES
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