Il Lazio è la regione dei mille paesaggi e delle mille culture, dei mutamenti improvvisi e dell’antichissima presenza umana: una terra estremamente eterogenea e per questo lontana, nel complesso, dalle facili etichette e dai banali stereotipi del turismo moderno. Da sempre vissuto all’ombra di Roma, il Lazio è ancora troppo poco apprezzato nella sua interezza.
Eppure, nel passato il Lazio accolse una delle espressioni più alte e nobili del concetto di “viaggio”: Roma e i suoi dintorni furono infatti la meta privilegiata del Grand Tour, fenomeno culturale di vasta portata, sviluppatosi dalla seconda metà del Settecento fino ai primi del Novecento, che vide protagonisti artisti, letterati e studiosi provenienti da tutta l’Europa (e soprattutto da Francia, Inghilterra e Germania), che consideravano il “viaggio in Italia”, e la riscoperta della sua ricchezza ambientale ed artistica, come un fondamentale momento di crescita intellettuale e persino spirituale. Giunsero, così, nomi illustri, quali Byron, Goethe, Stendhal, Gogol, Gregorovius, Lawrence e altri, attratti innanzitutto dalla superba e drammatica grandezza delle rovine dell’Urbe, disseminate nelle lande ondulate della Campagna Romana, ma anche dalle vestigia del misterioso popolo etrusco, dalle bellezze e dal clima dei Castelli Romani, dallo scenario selvaggio delle Paludi Pontine, dalle tradizioni remote e dai monumenti leggendari della Ciociaria.
Ancora oggi, e nonostante le gravi manomissioni operate dalla materialistica e consumistica società moderna, il Lazio può riproporre in molte zone i vecchi, cari paesaggi del Grand Tour: dalle inaccessibili forre, dalle selve e dai grandi altopiani della Tuscia ai romantici laghi di Vico, Nemi e Bolsena, dalle gole e dalle grandi foreste appenniniche alle verdi colline della Sabina, dalle solitarie città morte alle acropoli megalitiche degli ernici e dei volsci.
Esiste poi un Lazio diverso, affascinante e spesso ignorato, e che tuttavia non mancherà di sorprendere il viaggiatore curioso e avventuroso. Un Lazio “insolito e misterioso” che prenderà il cuore dell’amante del fantastico come del decadente, del grandioso come dell’essenziale. Isole galleggianti, laghi che scompaiono e riappaiono periodicamente, avvistamenti di ufo, impronte di santi, demoni e miscredenti, simboli e chiese templari, presenze spettrali, città perdute e castelli infestati, mura ciclopiche, voragini impressionanti e grotte arcane, percorsi iniziatici scolpiti nella roccia: sono, queste, soltanto alcune delle suggestioni del Lazio segreto, che nel presente lavoro ci proponiamo di svelare al lettore. Sfogliando queste le pagine, talvolta egli incontrerà luoghi o singoli monumenti veramente sconosciuti e negletti ai più; in altri casi, viceversa, ritroverà mete già famose, qui descritte però secondo un taglio inedito, volto a sottolinearne il lato meno noto e più accattivante, gli elementi meno scontati e più singolari.
La guida, ovviamente, prende spunto in primo luogo dall’immenso patrimonio di miti, leggende e tradizioni del Lazio, ove ogni città, paese, borgo e casale custodisce le memorie di gesta eroiche e fiabesche, celebri eventi storici, fenomeni sovrannaturali e apparizioni divine. Ma, soprattutto, lungo i vari itinerari si tenta di offrire una chiave interpretativa dei legami strettissimi ed insospettabili che intercorrono tra molti dei siti “insoliti e misteriosi” della regione. Legami che spesso vanno a tracciare veri e propri “percorsi occulti” che non mancheranno di sedurre il lettore, soprattutto nel momento in cui egli – ce lo auguriamo – si recherà sul posto di persona.
Ed è proprio la spinta ad uscire di casa, ad osservare e a conoscere che anima lo spirito di questo libro: si vuole infatti rendere il lettore protagonista nella riscoperta di luoghi splendidi e di straordinario interesse, ma che talvolta, purtroppo, risultano abbandonati all’incuria o al degrado, in attesa di un recupero e di una giusta riconoscenza: in poche parole, in attesa di ritornare ad essere viva testimonianza di una civiltà pluri-millenaria, ad essere modello di un’evoluzione della nostra cultura e della nostra società.
Evoluzione che, oggi più che mai, passa per lo sviluppo di un atteggiamento rispettoso verso l’ambiente e di una sensibilità profonda nei confronti della bellezza e della vitalità insite nell’arte, nella natura e nel paesaggio. Una sorta di “rinascita”, dunque, che risulta urgente e indispensabile, se non vogliamo perdere assieme i segni del nostro passato e le ragioni del nostro futuro.
Gli itinerari:
Il libro è suddiviso in cinque itinerari geografici, tracciati da Sud a Nord sulla base sia dei caratteri di omogeneità storico-ambientale delle varie zone sia dei relativi collegamenti viari, delineando così esplicitamente cinque soggiorni diversi nel “Lazio segreto”:
L’Agro Pontino, i Monti dei Volsci e la Riviera di Ulisse
La Ciociaria
La Campagna Romana e la Valle dell’Aniene
La Sabina e il Reatino
La Tuscia Romana e Viterbese
Come si verrà a notare leggendo, in ogni itinerario spicca un argomento specifico, che identifica e distingue quell’area rispetto alle altre: nel primo itinerario prevale un’attenzione alle numerose tracce lasciate sul territorio dall’oscuro Ordine dei Cavalieri Templari; nel secondo itinerario a farla da padrone sono invece le “città dei ciclopi”, che la leggenda vuole fondate da Saturno; nel terzo itinerario, poi, ci si immerge nel fascino di scorci romantici e sorprendenti fenomeni naturali; nel quarto itinerario è evidenziata la sacralità e la spiritualità emanate da eremi, conventi e abbazie; infine, nel quinto itinerario sono descritti alcuni dei “luoghi magici” e dei “paesaggi fantastici” che caratterizzano l’Alto Lazio.
Ma questa suddivisione, certo utile, non deve trarre in inganno: in realtà, sarà curioso notare come ognuno degli argomenti affrontati si possa ritrovare lungo tutti gli itinerari, e sarà divertente per il lettore tessere il filo, talvolta sottile e sorprendente, che li lega reciprocamente.
Come è descritto ogni singolo sito:
Per ogni sito inserito nella guida, è presente una trattazione (più o meno ampia a seconda dei casi) delle sue valenze ambientali e dei suoi elementi misteriosi ed insoliti. Tale trattazione è a sua volta ripartita in diversi paragrafi che rendono la lettura più scorrevole e che permettono un immediato sguardo d’insieme delle “cose singolari” che caratterizzano ogni luogo. Alla fine del testo, inoltre, è presente un casella che (alla voce “Appunti di Viaggio”) riporta tutte le informazioni fondamentali che servono per raggiungere il posto ed eventualmente per completare la gita nella giornata: dalle indicazioni stradali all’accesso al sito, dai luoghi (spesso altrettanto misteriosi) da vedere nei suoi dintorni alle modalità di visita.
Buon viaggio!
Gli Autori
Daniela Cortilia
Luca Bellincioni |