Nazareth fu nominata per la prima volta nel Nuovo Testamento, come il luogo di residenza di Maria e Giuseppe, i genitori di Gesù. Sempre a Nazareth, Maria apprende da un angelo d’essere incinta (l’Annunciazione) e Nazareth è anche il luogo dove Gesù cresce e viene educato. Questa città fu anche la sua base quando girovagò in pellegrinaggio attraverso tutta la Galilea e infatti - anche per questo motivo - fin dall’inizio della storia Cristiana, fu un punto focale del pellegrinaggio Cristiano. Negli ultimi centocinquant’anni, infine, Nazareth divenne anche una sorta di calamita d’attrazione turistica, seguendo di pari passo lo sviluppo del turismo moderno in tutta l’area mediorientale…
C’è da chiedersi come mai questa città non fu mai nominata nell’Antico Testamento e come mai, nemmeno nelle lettere attribuite a San Paolo (scritte nel primo secolo d.C.), non sia mai menzionato “Gesù di Nazareth”, al contrario di quanto avviene nei Vangeli di Matteo, Luca e Giovanni.
Più che altro, viene da chiedersi se una città di nome Nazareth esistesse davvero in Galilea in quel primo secolo dell’Era Cristiana, visto anche che non c’è geografo o storico antico che la nomini prima del quarto secolo.
Nemmeno lo storico giudeo Giuseppe Flavio la cita mai, benché parli di Giaffa (un paio di chilometri dall’odierna Nazareth). Eppure scrisse varie opere, tra cui le più importanti sono Guerra Giudaica (De Bello Iudaico, scritta tra l’anno 75 e il 79), Antichità Giudaiche (Antiquitates Iudaicae, tra il 93 e il 94), Contro Apione (Contra Apionem, tra il 97 e il 98) e Vita (scritta nel 95). E non si può dire certo che lo storico in questione dedicasse poco risalto alla storia religiosa del suo tempo, dal momento che proveniva da una famiglia sacerdotale.
Nato intorno all’anno 37, fu cresciuto con le rigorose leggi dei Patriarchi; fu anche discepolo dei Farisei e degli Esseni e visse per tre anni nel deserto con un eremita di nome Banno. Il Sinedrio lo inviò poi a Roma come legato nell’anno 63, quando aveva più o meno ventisei anni. Al ritorno da quel viaggio iniziò la sua carriera militare, prima con la nomina a Governatore della Galilea e dopo a comandante dell’esercito giudaico, in occasione d’una rivolta mossa contro Roma nell’anno 67. Il suo secondo nome Flavio si deve tuttavia alla dinastia dell’imperatore Flavio Vespasiano e questo semplicemente perché un giorno Giuseppe decise di passare al nemico (Roma). Questo avvenne dopo la sconfitta di Iotapata, quando fu assediata la fortezza.
Le esperienze di Giuseppe Flavio – religiose, ascetiche, diplomatiche e belliche - ne fecero un prezioso cronista e quindi uno dei più attendibili storici, per aver documentato puntualmente moltissimi avvenimenti religiosi e storici della sua epoca, tanto più esatti avendoli vissuti in prima persona.
Eppure mai e poi mai, nominò una città di nome Nazareth…