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Archeologia dell'Impossibile - Prefazione di Mario Pincherle
Tecnologie degli dèi


 

 

 



 

“Semper tulit punctum qui miscuit utile dulci.”, ovvero, “Fa sempre centro colui che sa abbinare l’utile funzionamento alla piacevolezza.”

Il mio amico Roberto Volterri sa bene effettuare questi abbinamenti. Lo scopo che egli raggiunge è quello di dimostrare che non tutto ciò che l’archeologia ufficiale rigetta come utopistico, impossibile o assurdo, in realtà, alla luce di nuove e ragionevoli sperimentazioni, impossibile e assurdo non è.
In un bel libro pubblicato di recente, “Narrano antiche cronache…” (Edizioni Hera, 2002) il mio amico Volterri dice: “Ma vediamo ora un’altra possibile interpretazione dell’Arca dell’Alleanza, intesa come mezzo di comunicazione tra chi l’aveva progettata e Mosè e tra questi e il suo popolo.

“…Farai anche il Propiziatorio di oro purissimo… Farai anche due cherubini d’oro, lavorati al martello, dall’una e dall’altra parte del Propiziatorio… Di lì io ti intimerò i miei comandamenti, al di sopra del Propiziatorio, e di mezzo ai due cherubini che saranno sopra l’Arca della Testimonianza, dirò a te tutte quelle cose le quali io ordinerò per mezzo di te a’ figliuoli d’Israele…” ordinò ancora Yahweh a Mosè.

Così troviamo scritto nell’edizione del 1830 del Vecchio Testamento sulla quale sto indagando (in particolare sulle interessantissime note!), ma in una edizione ben più recente troviamo addirittura “…e ti parlerò di sopra il coperchio, di fra i due cherubini che sono sull’Arca della Testimonianza…” espressione questa che in maniera forse ancor più chiara ed esplicita ci fa intendere che, verosimilmente, le informazioni, i messaggi diretti a Mosè o al Sommo Sacerdote, Aronne, scaturivano direttamente dalla struttura (‘cherubini’ oppure ‘elettrodi’, ‘apparati acustici ’?) sovrastante lo strano contenitore con doppio strato metallico in oro, definito Arca.

In relazione a quest’ultimi passi biblici, l’amico prof. Mario Pincherle ha elaborato una sua personale opinione sulla reale funzione dell’Arca dell’Alleanza. Un’interpretazione – sarà bene chiarirlo fin d’ora – che non invoca nè particolari anacronistiche conoscenze tecniche da parte dei popoli della terra d’Israele, né, tantomeno, istruzioni fornite a Mosè da qualcuno posto …più in alto, da una realtà ‘aliena’.

Pincherle suppone che i due Cherubini avessero unicamente la funzione di ‘megafoni’, di strumenti, cioè, atti ad amplificare la voce del suo giovane ‘ministro’ Giosuè.
In estrema sintesi, Pincherle sostiene che Mosè, avendo difficoltà ad esprimersi perchè ‘bleso’, avesse bisogno di aiuto, di appoggi per comunicare i suoi voleri (non solo quelli di Yahweh) al suo popolo. Questo appoggio gli sarebbe stato fornito sia da suo fratello Aronne, il Sommo Sacerdote, dotato di grande abilità oratoria, sia dal giovane Giosuè, sua guardia del corpo e suo ‘ministro’.
Questi avrebbe preso posto all’interno dell’Arca, sul coperchio della quale, il Propiziatorio, venivano immolati animali e sulla quale si accendevano fuochi e incensi necessari a creare una vera e propria cortina fumogena atta ad impedire che il popolo… scoprisse il trucco.
Francamente, pur con tutta la stima che nutro per l’amico Pincherle, non mi sento - in questa particolare circostanza - di condividerne il pensiero: non so se l’ipotesi prima da me avanzata sull’Arca dell’Alleanza intesa come Accumulatore Orgonico ante litteram o quella, più tradizionale, che vede in questo antico e misterioso manufatto una sorta di grande Condensatore Elettrico in grado di accumulare ingenti quantità di elettricità statica (ma a quale scopo?), possano apparire più plausibili, però non riesco proprio ad accettare l’dea di interpretare l’Arca unicamente come una sorta di apparecchio per… giuochi di prestigio all’ombra del Monte Sinai!
Non me ne voglia l’amico prof. Mario Pincherle!”

***

Così egli scrive ma io non gliene voglio affatto!

Il dottor Roberto Volterri è stato infatti il primo ricercatore operante in ambito accademico che abbia acconsentito a collaborare con me. Mi ha aiutato nei miei studi ed esperimenti sul plasma di oro puro e sui cristalli che nascono dalle sue trasformazioni. Il fatto che l’amico Volterri mi abbia chiesto una ‘Prefazione’ a questo suo libro “Archeologia dell’Impossibile” è molto significativo. Noi due procediamo in perfetta armonia e con reciproca grande stima.
Ora, per un momento si invertono le situazioni e sarò io il personaggio che fa di tutto per trasformare in possibile, l’impossibile.
Fino a tre anni fa io interpretavo l’Arca dell’Alleanza esattamente come il mio amico Volterri. Poi è avvenuto un fatto reale e incontrovertibile che mi ha fatto diametralmente cambiare idea: ho preso visione dei ‘Papiri di Berlino’ di cui prima ignoravo perfino l’esistenza. Di cosa si tratta?

Nel 1887 una povera contadina egiziana, scavando in cerca di mattoni di fango ricchi di sebak (concime nitroso) sul colle di Tel el Amarna, a metà strada tra Menfi e Tebe, rinvenne molte centinaia di antichissime tavolette di argilla cotta su cui erano tracciati caratteri cuneiformi in lingua akkadu, mai trovati prima in Egitto. Nessun mercante volle quelle tavolette che furono ritenute false. Quando, dopo qualche anno, ne fu stabilità l’autenticità, se ne poterono ritrovare solo duecento esemplari interi. Erano le copie dei messaggi diplomatici inviati dai Faraoni Amenofi III e Amenofi IV (Akenaton) ai governatori dell’Anatolia, dell’Assiria, di Babilonia, di Cipro, della Palestina e del paese dei Mitanni
Quegli scritti risalivano alla metà del secondo millennio avanti Cristo. Si capì che in quel luogo era sorta la Biblioteca di Akenaton e il suo Archivio. Altre due Biblioteche il giovane e colto Farone aveva fondato: una in Siria e l’altra in Etiopia, nella città “santa di Axum”.
Oggi lo strano Farone, che gli antichi giudicavano “fuori di mente”, è da alcuni studiosi moderni ritenuto “maestro” di Mosè.
Fui io ad accorgermi recentemente che in quattro papiri trovati nei pressi di Ghurab si parlava di un Mosè che veniva definito “proprietario di greggi presso la corte faraonica” e anche “ricco possidente di bestiame”. Si parlava, in quegli scritti, di alcune transazioni intercorse tra questo Mosè, proprietario di bestiame, e vari proprietari di schiavi, in tempi differenti, tra il ventisettesimo anno di regno di Amenofi III ed il quarto di Akenaton.
Nell’anno 27 Mosè diede pecore e buoi a Neb-Mehy, proprietario di schiavi, in cambio di “particolari servizi” dei suoi schiavi “addestrati e agguerriti”. Questi schiavi venivano definiti “predoni e mercenari” (mariannu, in copto).
Altre transazioni vennero fatte lungo un periodo di quindici anni: pecore e buoi del pastore Mosè in cambio di numerosi schiavi addestrati. Quelle transazioni furono riportate dallo scriba di corte Tutu (Papiri di Berlino, 9784 - 9785). Il proprietario di greggi Mosè era divenuto proprietario di schiavi.
Il secondo di questi due papiri ci fa capire che nessuna di quelle transazioni era un semplice baratto. Buoi e caproni appartenenti a Mosè, grande ‘bouvier’, venivano scambiati non solo con schiavi, ma anche con misteriosi e non chiaramente specificati “servizi” futuri che venivano solennemente promessi. Queste transazioni sono davvero strane.
Tra i Papiri di Berlino esiste il verbale di un processo in cui il mercante di schiavi viene accusato e trovato colpevole per non aver assolto la propria parte del servizio “futuro” relativo al contratto fatto con Mosè. Poi il “servizio” misterioso risulta effettivamente effettuato da parte del mercante di schiavi.
I documenti relativi a queste transazioni vennero, chissà perché, conservati e così sono giunti fino a noi.

La Bibbia in molti passi del Pentateuco, ci fa apparire Mosè come un esperto “macellaio”. I Libri di Enoch, il manoscritto di Melchisedek e molti scritti biblici profetici (specialmente Isaia) ci parlano del “ribrezzo” che Dio prova per i sacrifici cruenti di animali a lui offerti sugli altari. Mosè questo ribrezzo lo sposta da Abele (sacrificatore di animali) a Caino (contadino che offre a Dio i prodotti delle sue terre). L’assassino, nello scritto mosaico, diventa Caino.

Dio dice (Genesi 1-29):

“Ecco, io vi do ogni erba, ogni seme, ogni frutto: vi servirà da cibo”
Poco dopo, in modo molto contraddittorio, Dio afferma (Genesi 9-3):
“Tutto quello che si muove e ha vita sarà vostro cibo… Solo non mangerete la carne che abbia ancora vita, cioè il suo sangue!”

Mosè, abile macellaio, insegnò alla sua gente a togliere il sangue dalla carne. Un “compromesso” che dura da più di tremila anni.
Ecco le prime bugie della Bibbia (Genesi, 3-14; 4-12):

Iddio dice: ‘Sia la luce’: e la luce è creata. Vede Iddio che la luce è buona.
L’Universo viene diviso in due. Uno dei due semi-universi è tenebroso e il falso Dio inventato da Mosè lo degrada.

Il Signore di Mosè parla al serpente e lo condanna:
“ Sii maledetto tra tutti gli animali ”
Il regno animale viene diviso in due: animali “puri” e animali “impuri”.

Il Signore di Mosè parla alla Donna e la condanna:
“Partorirai con gran dolore! ”

Il sesso viene diviso in due parti non più in armonia:
“Il maschio dominerà su di te! ”

Il Signore di Mosè parla all’Uomo e lo condanna:
“Hai dato retta alla Donna. La Terrra sarà maledetta per causa tua. Sei polvere e polvere ritornerai! ”

Il Signore di Mosè parla a Caino e lo rifiuta.
La discendenza viene divisa in due: “buoni” e “cattivi” . I “Caini” sono “cattivi. Gli “Abeli”, sacrificatori di bestie e macellai, sono “buoni”. D’ora in poi si dovrà credere che Dio voglia che esistano popoli dominatori e popoli dominati.

Nasce l’idea del Popolo Eletto.
Nascono gli omicidi sacri.
Nascono le “guerre sante”.
Nascono le Terre Promesse.
Nascono i falsi Messia.
L’idea del Messia sparisce, sostituita dall’Unto del Signore.

***

L’Uomo crede di vivere su un granello di polvere che chiama Mondo.
Crede di esserne lui stesso un infimo granellino.
Crede che Dio gli abbia detto : “Polvere eri e polvere ritornerai ”.
L’Uomo si annoia. Passa il tempo a contrastare altri uomini e, spesso, giunge ad ucciderli. E’ convinto di dover essere “per natura” perennemente aggressivo e di dover fare sempre i conti con le guerre. Pensa: “…le guerre ci sono sempre state.”
Ma sul nostro pianeta così sconvolto da sembrare un campo di battaglia, luccicano straordinari oggetti incredibilmente perfetti che, da una remota epoca misteriosa, ci parlano di un tempo in cui gli uomini non si uccidevano tra di loro ma si rispettavano perché “qualcuno” aveva instillato nelle loro menti ancora primitive le regole per fare funzionare in modo felice la Vita.
“Orme divine” ho chiamato questi oggetti, ricordo di un mondo perfetto.

***

Enoch ci dice: “Non crediate che Adamo sia stato un solo uomo. E’ il simbolo della totalità dei primi uomini. E’ l’umanità dei quattro punti cardinali (A.D.A.M. = Artus; Disi; Anatol; Mesembri = Nord, Sud, Est, Ovest).
Ma ben presto si fa sentire il “rigurgito” dell’Età della Pietra e così inizia la storia degli “accapigliamenti totali”, nuova condizione di essere e di vivere. Scaturisce liberamente, e con molta compiaciuta fierezza, il peggiore dei sentimenti: l’odio, che si scatena in ira tremenda. I poeti incominciano a cantare questa “ira funesta che è causa di doglie infinite…”.
Negli antichi testi Biblici, a cominciare dai Cinque libri di Mosè, il Pentateuco, la parola “odio” ricorre sempre, così come un tessuto compatto si scopre sempre in ogni punto la trama.
Caino odia Abele. I fratelli odiano Giuseppe, Esaù odia Giacobbe, Davide odia gli Ammoniti. Gli Ebrei odiano i Cananei.
Tutti odiano… tutti. Mosè ha avuto molti precursori e molti seguaci.
Sembra che questo odio che si scatena in ira omicida provenga direttamente da Dio (“Uccidete, Dio lo vuole, anche in deroga ai Comandamenti!”).
Dio ci ha destinati all’ira?
E’ difficile accettare l’idea che la mente umana non funzioni e che l’uomo sia ammalato di pazzia. Gli uomini sono pazzi perché sono stati spaventati a morte da “qualcuno”. Qualcuno che ha “regalato” loro la paura della morte.
Non è stato difficile scoprire come sono andate le cose. La vera difficoltà è stata intraprendere una ricerca che sembrava assurda e irriverente. Giordano Bruno fu arso vivo a Roma, in Campo de’ Fiori nel 1600, proprio per avere effettuato una simile “irriverente ricerca”.
Ora sappiamo: ma difficile è il cambiamento di pensiero. Ardua è la “metanoia”. Solo cambiando pensiero si può scoprire con sorpresa che non esiste nessuna Legge Naturale che ci spinga a farci guerra l’uno contro l’altro per affrontare e risolvere problemi che in realtà non esistono se si segue la strada giusta.
La pazzia dell’uomo è estremamente contagiosa (qualcuno disse: ”Bastano venti persone, volontariamente pazze tutte allo stesso modo e con gli stessi scopi, per consegnare il mondo in mano ad assassini assetati di potere”).
Questo pensiero distorto e distorcente si è infilato, secolo dopo secolo, nella scelta del cibo, nei libri, nei pensieri, nelle immagini che vediamo stando seduti in poltrona, in salotto, nei suoni che sentiamo, nella stessa aria che respiriamo, nell’acqua che noi paghiamo e beviamo.
Chi è stato l’inventore dell’Error Diabolicus, del ‘Peccato Originale’?
Facile come scoprire il nome di un assassino leggendo le ultime pagine di un libro giallo. Ma qui le pagine da scandagliare sono le prime. Il libro è la Bibbia. Diamo una scorsa alle prime pagine.
Lo ‘scrittore’ dei primi cinque “capitoli” di questo libro ci dice: “Dio crea mezzo Universo, quello luminoso, e vede che la luce è buona”. Poi Dio crea l’uomo maschio, che gli è molto simpatico. La femmina, invece, nasce da un ‘pezzo’ di maschio, forse una costola, e rimane subito molto antipatica a Dio.
Dio dà all’uomo solo erba verde per cibo. L’uomo malgrado quell’erba che mangia, si trova bene, in un ‘paradiso’ e si sente eterno. Eh, no! Ciò non va bene! Dio lo sgrida e lo scaccia da quel ‘paradiso’. In realtà è l’uomo a scacciare Dio.
I figli dell’Uomo vengono divisi dal Dio di Mosè in due gruppi: buoni e cattivi. “Eletti” e “non Eletti”. I “non Eletti”, molto spesso uccidono gli “Eletti”. Dio per punizione, invia il Diluvio Universale. Uno degli “Eletti” lo viene a sapere in anticipo. Si salva.
Dio, stando a Mosè, rinnova il “patto” con gli uomini salvati dal Diluvio e raccomanda ancora: “Mangiate la vostra erba verde. Non mangiate carne. Ci metto il sangue rosso come segnale! Ma se il sangue è spremuto via (completamente!) potrete mangiare quella carne! Un bellissimo arcobaleno sigilla quello stano patto. Per festeggiare la cosa gli uomini “eletti” costruiscono tutti insieme una torre, come segno di unione.
Questi popoli parlano tutti un lingua e sono troppo potenti. Eh, no! Non va bene, chi li fermerà più? Occorre una ‘babele’! Così il Dio di Mosè crea dappertutto una grande confusione. Ma non basta.
Questo Dio vuole modificare il Patto: “Ogni maschio sia circonciso! ”.
L’idea è strana. Tuttavia gli uomini “Eletti” si affrettano a circoncidersi. E’ un patto di sangue… Gli uomini “non Eletti” se ne guardano bene. Così nascono nuove guerre. Il Dio di Mosè mette alla prova uno degli uomini “Eletti” che, in realtà, è “Eletto” veramente. Gli dice: ”Ammazza tuo figlio! ”. La prova è felicemente superata. Dio lo premia regalandogli la Terra Promessa, ma quella proprietà viene rivendicata dai legittimi abitanti che non sono “Eletti” dal Signore di Mosè. Sono brava gente. Bisogna farli apparire come “mostri”. Nascono così le Guerre Sante, le guerre “di religione”…

***

Quando io venni su questo pianeta (o, più semplicemente, quando nacqui) mi accorsi ben presto di essere venuto in un mondo in cui i bambini sono molti spaventati dai grandi. Si discuteva ancora della “Grande Guerra”, di milioni di “poveri” soldati morti.
Capii ben presto che soprattutto la paura della morte veniva gonfiata e serviva molto bene come spaventapasseri per terrorizzare la gente a spingerla a ubbidire.
Si parlava solo di morte specialmente in un libro che doveva essere molto importante e che chiamavamo “la Santa Bibbia”, di cui, con molto rispetto, mi facevano vedere le illustrazioni. Mi spaventava la figura dell’Arca di Noè, una nave a forma di scatolone, piena di bestie (la testa e il collo delle giraffe spuntavano dal tetto). Nelle onde intorno a quello strano vascello molti morti annegati (evidentemente molto “cattivi”) vagavano con gli occhi sbarrati.
Vedevo Caino che ammazza il fratello Abele e lo nasconde sotto un cespuglio.
Vedevo alcuni Ebrei dallo sguardo furbastro che andavano a rubare enormi grappoloni di uva nella terra che non era loro ma era stata promessa dal Dio di Mosè ad Abramo, che con gli Ebrei c’entrava molto poco…
Vedevo Abramo sul punto di tagliare la testa, con uno sciabolone, al suo figlio unico, Isacco bravo e buono, che doveva avere circa la mia età.
Chi ha scritto questo libro bruttissimo e pieno di orribili bugie? Non lo sapevo. Certamente non un uomo buono. E perché questo libro piaceva tanto, specialmente ai miei vecchi nonni?
Le persone care della mia famiglia, tutte buonissime, una volta morivano e quindi sparivano sotto terra in certe casse. Restavano solo delle vecchie fotografie sempre più ingiallite che, dopo un po’, venivano messe via in certi cassetti in soffitta e, dopo pochi anni, venivano vendute e pesate con una strana bilancia chiamata “stadera”.
Ero ormai diventato quasi “grande”. Avevo cominciato anch’io a parlare come i “grandi”. Dicevo: “Il povero zio Dani, arbitro di calcio, mi ha lasciato il suo fischietto con la pallina”.
Lessi allora il “libro bruttissimo”. Nelle prime pagine si parlava di un Dio non molto bravo che sapeva creare solo “mezzo universo”, quello illuminato dalla luce. E il buio, così bello e misterioso, chi lo creava?

***

Ed ora è meglio che io smetta, caro Roberto, altrimenti la mia ‘Prefazione’ diventa… libro! Grazie per la tua amicizia che ritengo preziosa e per la… tua pazienza. Forse questa non ti sembrerà una ‘Prefazione’ a un libro. Hai ragione. E’ una ‘Prefazione’ al nuovo modo di pensare dell’Umanità. Sono un facile profeta. Al massimo tra un anno o due questo “pensiero nuovo” busserà alle porte del Mondo…
Una località della Toscana, Dicembre 2003

Mario Pincherle

 

 

 

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