CONSIGLI PER SCRITTORI EMERGENTI, DI ANDREA MUCCIOLO
COSA SCRIVO?
Forse apparirà banale, ma alle volte è talmente grande la brama di vedere il proprio nome sulla copertina di un libro, che l’autore non si preoccupa di ciò che è più idoneo scrivere per le sue capacità, ma la sua unica preoccupazione è scrivere. E allora, come diceva Ernest Hemingway, “bisogna scrivere solo di ciò che si conosce sul serio”. Questo è il primo consiglio “d’oro” che ci sentiamo di dare. Guardate bene dentro di voi, e scoprirete il vostro vero talento.
IL LIBRO E' FINITO
Questo è il momento magico per ogni autore, la frase tanto agognata da pronunciare “ho finito il libro!”. Ciò nonostante, l’esperienza insegna, che non appena un testo viene completato, è solo l’inizio di un processo forse ancora più lungo e sofferto: la revisione. Rileggete più volte, meglio se a distanza di tempo, fate quindi “riposare” la vostra creatura, la guarderete con occhio più critico e vi accorgerete meglio dei punti contradditori (che abbondano sempre). Non abbiate fretta, e ricordate che raramente una scrittura “di getto” porta a risultati soddisfacenti. Tutto si ottiene con un lavoro duro e tanta abnegazione.
A CHI LO MANDO?
Ok, la vostra opera è pronta, che fate? Mandate e-mail con invio multiplo a mezzo mondo? Oppure fate impennare le vendite di francobolli e passate le giornate a compilare indirizzi sulle buste, degni dei migliori monaci amanuensi? No, non farete nulla di tutto ciò. Studiate invece attentamente il catalogo degli editori a cui intendete mandare la vostra opera, non mandate poesie a chi non le ha in catalogo; pubblicare non significa giocare alla lotteria, comprare molti biglietti per avere più possibilità. E’ importante invece scegliere un editore che, in caso di pubblicazione, darà al vostro libro il massimo risalto, perché costituirà l’orgoglio, il punto di forza della sua linea editoriale.
L'ATTESA
Non morite con la mano sul mouse o dentro la cassetta della posta, gli editori sono sommersi quotidianamente da proposte editoriali. Un tempo di attesa di 6/8 mesi, anche per una semplice risposta negativa, è da ritenersi nella norma.
UNA BUONA PRESENTAZIONE
Molti autori sostengono l’inutilità di inviare un proprio curriculum, poiché asseriscono che “parlerà di me la mia opera” Che presunzione! Un simile comportamento è visto dagli editori come indice di sciatteria e maleducazione. Gli editori rimangono comunque degli imprenditori, che investono i loro soldi sulle opere frutto dell’ingegno e della creatività delle persone, ma che tuttavia hanno la necessità concreta di esaminare a fondo il possibile tornaconto del loro investimento. Conoscere quindi in tutti i dettagli l’autore di un’opera, è requisito fondamentale ai fini di una scelta consapevole. Anche se non avete mai pubblicato nulla, cercate di mandare una vostra descrizione affinché si possano comprendere le vostre motivazioni, le vostre aspettative e tutto ciò che dia risalto alla vostra personalità. Non dilungatevi troppo, ad ogni modo, poiché altrimenti si rischia l’effetto contrario, ossia farvi apparire dei pretenziosi pieni di boria. L’importante è dare un’immagine positiva di sé, che generi in colui che legge il desiderio di approfondire, non perché avete fatto gli eccentrici o avete sbandierato raccontini disseminati nel web (che non contano nulla) ma per esservi dimostrati persone intelligenti in grado di comprendere il mondo dell’editoria e coloro che vi lavorano.
ESTRATTO O OPERA COMPLETA? Altra domanda ricorrente. In questo caso, la risposta c’è ed è semplice… Controllate! Molte case editrici espongono sui loro siti web tutte le modalità di invio, ragion per cui, prima di inviare il proprio materiale, sarebbe opportuna un’attenta consultazione del sito in questione, possibilmente non limitata alla Home page. Nel caso in cui questa modalità di presentazione dell’opera non sia indicata, consigliamo comunque l’invio dell’opera completa (previo deposito alla S.I.A.E. per tutela dell’autore: questo ha un costo di circa 110,00 euro, indipendentemente dalla lunghezza ed ha durata di cinque anni).
CASA EDITRICE PICCOLA O GRANDE?
Qualsiasi cosa vi possano dire dei presunti ottimisti, non troverete mai un editore grosso che pubblichi voi, miseri sconosciuti sbucati fuori dal nulla. Sperare e sognare è diritto di chiunque, ma fare lo scrittore è anche un lavoro, e nel mondo del lavoro ci si basa su concrete e precise regole di mercato, e il mercato, ossia il pubblico che invade le librerie, cerca il personaggio famoso, quindi i grandi editori si uniformano a questa inclinazione della gente. Un editore importante, ha già scrittori famosi nella sua “scuderia” e non si capisce perché dovrebbe perdere tempo con chi, seppur dotato di un talento straordinario, non ha il “nome” commisurato alle aspettative di vendita dell’editore. Chi vuole fare lo scalatore, non comincia la prima volta con l’Everest. Ci saranno sempre le eccezioni che confermeranno la regola, ma anche il semplice prefiggersi traguardi così elevati, esige una tempra talmente forte, e una motivazione radicata nel profondo del cuore, che chi non le ha, è meglio che lasci stare, se non vuole sentirsi frustrato da attese e rifiuti.
PUBBLICARE A PAGAMENTO
Ecco il tema più dolente dell’attuale mondo dell’editoria, sempre al centro di feroci polemiche tra case editrici a pagamento, quelle non e gli autori di ambedue. Noi non intendiamo dare giudizi morali in merito, né ci sentiamo di indicare la strada più giusta poiché, a nostro avviso, questa non può ritenersi una questione etica, né tantomeno essere liquidata semplicemente con “giusto” o “sbagliato”. Piuttosto, è una libera scelta dell’autore, dettata, a nostro avviso, da mere ragioni tecniche, ossia la disponibilità ad investire una certa somma su se stessi e il proprio libro. Diciamo subito però una cosa importante: pagare le sole spese di stampa ci può anche stare, ma pagare una cifra superiore, alle volte anche di molto, questo mai, perché altrimenti l’editore non guadagnerà sulle ipotetiche vendite del vostro libro, ma dalla semplice pubblicazione e allora, che interesse potrà mai poi avere a sostenere i costi di promozione e distribuzione, quando ha già incassato una discreta sommetta? Mentre quindi, ci pare giusto, che un autore esordiente, senza conoscenze alcune, non trovando nessuno disposto a pubblicarlo a proprie spese, trovi un editore che gli chieda, in virtù dei notevoli rischi economici di una simile operazione, una sorta di “aiuto” nelle spese di stampa, non riteniamo invece giusto che editori poco onesti guadagnino cifre ragguardevoli speculando sulle speranze altrui, alle volte anzi fomentandole ulteriormente. Ma, ripetiamo, ognuno deve fare le proprie scelte, in base alle sue aspettative e soprattutto possibilità economiche, tenendo comunque sempre a mente, che se non si è conosciuti e non si ha accesso ai canali pubblicitari, le vendite saranno sempre esigue. Ma in qualche modo bisogna pur cominciare, e ognuno sceglierà il sistema ritenuto più adeguato.
LA GRAMMATICA!Anche se in ogni casa editrice è presente un correttore di bozze, figura quasi leggendaria con gli occhi d’Argo e la pazienza da certosino, presentare un proprio testo ben curato nella forma, scritto in un linguaggio scorrevole, privo di ridondanze e con il minor numero possibile di errori di battitura, è sicuramente un’ottima maniera di presentarsi, che potrebbe incidere addirittura sulla scelta della pubblicazione. Infatti gli editori, specialmente quelli che pubblicano romanzi, si trovano spesso di fronte ad opere che, pur essendo valide nel contenuto, presentano sconvolgimenti grammaticali tali da rendere una eventuale correzione eccessivamente lunga ed onerosa. Scrivere non è solo farsi ispirare dalla luna o dar sfogo alle proprie miserie umane, ma è anche un paziente lavoro tecnico, poiché la storia e il linguaggio usato per narrarla, sono due gemelli siamesi che mai verranno separati. Non abbiate né paura né pigrizia di consultare una buona grammatica mentre scrivete, poiché questo non potrà che giovare alle chances di pubblicazione del vostro libro.