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UN'IPOTESI INTRIGANTE NELLA TOMBA DI SENMUT
 
 
Alla Ricerca dei Libri di Thot   Brano tratto dal libro
Alla Ricerca dei Libri di Thot - 2a edizione
Rivelazioni proibite e verità scomode: la chiave per decodificare il mistero della Genesi

AUTRICE: Daniela Bortoluzzi
PAGINE: 400
ILLUSTRAZIONI: 60 b/n 16 colore
FORMATO: 17 X 24
ISBN: 978-88-89713-10-5
EURO: 24.00

CON INSERTO A COLORI

 
 
 

Un’ipotesi intrigante nella tomba di Senmut

Una mappa stellare

Lo scopo della Grande Piramide avrebbe potuto essere anche di garantire, magari sfruttando l’Elettromagnetismo e la conoscenza dell’Energia Nucleare,  il collegamento con il pianeta Al Nilam, indicato chiaramente nel soffitto nella tomba dell’architetto Senmut  (TT 71) a Deir el Bahari, nei pressi di Tebe.
Quell’affresco raffigura infatti il cielo e le stelle, ed indica in maniera sconcertante la posizione di tre pianeti, allineati esattamente come le tre piramidi della piana di Giza: la Cintura di Orione.
Ma perché? Chi era Senmut?
Non era solo il costruttore del tempio rupestre  (sempre a Deir el Bahari) dedicato alla regina Hatshepsut. Era ben altro. L’architetto era l’amante della regina ed anche il padre naturale di una delle due figlie – la principessa  Neferura (di cui lui era ufficialmente il tutore) - e quindi … dovevano per forza aver progettato di regnare insieme! Ecco perché diventò anche Sommo Sacerdote. Questa carica gli avrebbe dato la possibilità di governare l’Egitto con Hatshepsut dopo la morte di Thutmosi II.
Ma chi era Hatshepsut, che diceva di essere figlia di Amon?
Fu l’unica donna ad aver governato l’Egitto come Faraone e non come Regina.

Una donna Faraone

Il suo lungo regno, caratterizzato da molti diplomatici scambi commerciali con vari paesi lontani - che servirono anche a mantenere una situazione di pacifica tranquillità, fu tuttavia motivo di odio per il successore Thutmosi III, che fece cancellare il suo nome dalle liste reali, dai monumenti e dai papiri. Perché tutto questo odio?
Hatshepsut era la figlia primogenita di Thutmosi I e della Grande Sposa Reale Ahmosis. Succedette al padre dopo che questo morì nel 1512 a.C. , sposando  il fratello Thutmosi II. Alla morte del fratello/marito, non avendo avuto eredi maschi - ma solo due figlie: Hatshepsut (come lei) e Neferura - il trono spettò di diritto al giovane fratellastro che suo padre aveva avuto poco prima di morire da una sposa secondaria, Mutnefert. Con il pretesto che si trattava solo di un bambino, Hatshepsut  ottenne di regnare in attesa che il futuro Thutmosi III crescesse; ma al contempo fece anche in modo di allontanarlo, in una specie di esilio forzato, senza nessuna intenzione di cedergli il trono. Intanto si fece costruire il Tempio dei milioni di anni, ordinando all’architetto Senmut di farla raffigurare come Faraone – con la barba posticcia e le sembianze di Osiride.  Per rafforzare la sua origine divina che le avrebbe dato diritto a governare come Faraone, nel mammisi di questo tempio fece incidere sulle pareti scene mai viste prima: il suo concepimento per opera del dio Amon,sua madre incinta, ed infine la sua nascita. Queste scene avrebbero immortalato per l’eternità (milioni di anni) la sua discendenza divina, ed il suo diritto a regnare come Faraone, essendo Figlia di Amon.
Così fu per oltre vent’anni, ma Hatshepsut non riuscì mai a regnare con Senmut, perché, alla fine, Thutmosi III riuscì a riprendersi quel regno dal quale era stato scalzato, anche se gli apparteneva per diritto di nascita. Con un colpo di stato la legittimità regale fu ripristinata, i cartigli della matrigna cancellati, i papiri distrutti. Analoga sorte ebbero i monumenti, e tutto quanto poteva ricordare lei e i suoi dignitari...
Thutmosi III regnò dal 1504 al 1450 a.C. e passò alla storia come il Napoleone d’Egitto, in quanto realizzò diciassette campagne di guerra in vent’anni, durante le quali allargò i confini dello Stato Egiziano e ne ripristinò la supremazia, che era stata fiaccata dal governo debole di Hatshepsut, di cui nessuno sentì più parlare.
Thutmosi III fu sicuramente uno dei Faraoni più importanti della Storia d’Egitto, e fu anche quello che mandò a monte i piani di Senmut. Ma prima che questi eventi avessero il loro epilogo, e mentre il giovane futuro Thutmosi III era costretto a stare al largo, per non rischiare la pelle… l’architetto Senmut entrò a far parte della casta dei sacerdoti, depositari dei segreti di Thot… e dei Misteri.

Un iniziato

Venne iniziato esotericamente, conobbe l’origine della Razza Egizia, e “forse” apprese la Verità, come Imhothep prima di lui. Perché “forse” e non sicuramente? Perché ritengo altamente probabile che la casta sacerdotale fosse una specie di loggia massonica. Alcuni sacerdoti venivano iniziati nei segreti legati alla magia, all’alchimia, e alle conoscenze scientifiche, mentre altri, particolarmente predisposti - e quindi selezionati dagli anziani -, conseguivano la consapevolezza del proprio Sé attraverso la meditazione (e solo dopo aver superato vari stadi, fino ad ottenere l’illuminazione). Ho specificato “forse”, e lo ribadisco, perché dubito che Senmut  fosse illuminato. Sono certa tuttavia che fosse stato iniziato, e di conseguenza doveva essere al corrente di quella parte di rivelazioni a cui era giunto attraverso vari stadi di indottrinamento, oltre i quali, però, non aveva potuto accedere. Come in certe religioni misteriche e gnostiche del Medioevo, ai discepoli era consentito di sapere molto, ma non tutto; solo in questo modo c’era la garanzia che non potessero rivelare cose che non conoscevano neppure loro!
I segreti relativi alle origini della razza egizia venivano rivelati solo in parte; in questo modo, non sarebbe stato possibile provocare rivoluzioni religiose scomode e pericolose… inoltre non venivano maifornite quelle istruzioni che sarebbero state indispensabili, volendo utilizzare la Verità appresa.
Senmut era un personaggio molto potente, perché godeva della protezione della regina; ad un certo momento, però,  fu fatto eliminare. Successe durante quel colpo di stato che – togliendo di mezzo anche Hatshepsut - permise al figliastro della regina di riappropriarsi del trono e del titolo di Faraone, dopo una ventina d’anni di latitanza forzata, durante i quali lei lo aveva privato del diritto di regnare.
I sacerdoti, come succedeva in questi casi, si divisero in due fazioni (pro e contro), ma – apparentemente senza cambiare le loro abitudini – continuarono a svolgere tutte le funzioni quotidiane, comprese quelle relative alla sepoltura di Senmut nella tomba che lui si era già preparato, a pochi metri dal Tempio dei milioni di anni che aveva fatto costruire per la sua amata regina, identificandola con Hathor stessa, la dea dell’amore.

La tomba di Senmut ha un particolare che la rende diversa da tutte le altre: il soffitto ha un “cielo” speciale.
E doveva esserlo, vista la cura con la quale egli mimetizzò nei geroglifici una mappa celeste, indicando un gruppo di quattro stelle: una disegnata decisamente molto più a sinistra rispetto le altre tre, dalla posizione inequivocabile. Per evidenziarne una, le erano state disegnate intorno tre specie di orbite ellittiche …(fig. 18 e 18 a)
Il disegno indica, senza ombra di dubbio, tre ellissi a forma di goccia - intorno alla “stella” centrale (delle tre) - che “puntano” verso una quarta più distante, sulla sinistra: a dimostrare che la stella distante è il punto di partenza e di arrivo, e non il contrario. Un disegno di questo tipo non è mai apparso altrove. Ed è unico nel suo genere. Le tre ellissi disegnate non sono un geroglifico, quindi si tratta di un’indicazione specifica di un fatto, o di un’azione. Di quale?
Mi trovavo di fronte ad  un dilemma:

  1. Non essendoci dubbi che le tre stelle allineate fossero le “immortali” dellaCintura di Orione – e di conseguenza quella centrale fosse Al Nilam -, a sinistra doveva esserci Alfa Orionis, o Sirio (alla quale avevo pensato un primo momento, ma che tendevo a scartare, perché mi sembrava disegnata in posizione sbagliata, come a rovescio). Eppure, non trovavo alcun tipo di relazione tra Alfa Orionis (una supergigante rossa del diametro maggiore del Sole dalle 300 alle 400 volte) e Al Nilam, se non la volontà di indicare che questi due astri avevano avuto a che fare uno con l’altro. (fig. 19 e 19 a) Ma in entrambe le ipotesi, perché ostinarsi a “puntare” insistentemente (tre volte) verso quello si sinistra, per sottolineare la sua importanza?
  2. Trovavo lo stesso più logico pensare che quella stella fosse Sirio/Sothis. Mi sembrava più che evidente anche dall’immagine di Iside/Sothis e di Orione, ciascuno sulla propria barca solare, entrambi alla sinistra del disegno con le ellissi. Quello che mi disturbava era la certezza – dentro di me - che quel pianeta centrale fosse il nocciolo del disegno…perché l’istinto mi diceva che c’era un riferimento alla piramide equivalente. Ma quel pianeta, Al Nilam, corrisponderebbe alla Piramide di Chefren, e non a quella di Cheope! Se c’era stato un andirivieni tra Egitto ed altri pianeti,  allora cosa c’entrava la Piramide di Chefren? La risposta, ancora una volta, mi arrivò durante il sonno

La soluzione

Ero ancora sconvolto dalle rivelazioni della Torre, quando fui accompagnato in un locale  pieno di cristalli di colori e forme diverse: prismi, piramidi, sfere… alcune delle quali emettevano una luce propria.
Fui invitato a prenderne due uguali di forma sferica, verdi come smeraldi, e a sedermi per terra in posizione “da scriba”. Le sfere erano grandi come arance, e dovevo stringerle nelle mani, che andavano posate sulle ginocchia con le palme - e le sfere su di esse -, rivolte verso l’alto. A questo punto, dopo aver chiuso gli occhi, dal mio corpo fisico si distaccò immediatamente da quello astrale, e quest’ultimo – che doveva essere il mio Ka – “ vide” cose incredibili avvenute nel passato. Fu una sensazione indescrivibile, perché mi stavo spostando indietro nel tempo, fino all’epoca della venuta degli dèi. Li vidi partire da stelle lontane a bordo di grandi dischi con i quali si spostavano nel cielo. Arrivarono sulla Terra prima da Nibiru, poi da Orione, da Venere e da Sirio. Crearono inizialmente la razza atlantidea, la cui cultura si sviluppò su tutto il pianeta e lasciò testimonianze notevoli ovunque, ma specialmente in Egitto, dove costruirono la Grande Piramide – la costruzione che aveva permesso di proteggere lo Djed, uno dei mezzi di comunicazione con i fratelli cosmici, e dei passaggi spazio-temporali  per spostarsi ovunque. L’unico, forse, che funzionava ancora…
Durante l’esecuzione del successivo complesso piramidale di Giza, sfruttando anche le precedenti strutture andate sepolte, la nuova razza creò anche un’imponente rete di corridoi sotterranei - nota solo alla classe sacerdotale -, che sarebbero serviti da collegamento tra le tre piramidi e la statua del leone (da cui si entrava, scendendo attraverso un accesso nascosto tra le zampe anteriori). Una scala scendeva molti cubiti sotto la statua, e si fermava all’ingresso di un salone - che a sua volta conduceva ad un altro – poi ad un lungo corridoio…  fino a raggiungere la roccia sopra la quale c’era la piramide “di mezzo”: lì sotto scorreva un fiume che permetteva di navigare intorno al perimetro della piramide, e raggiungere le altre due.

Al risveglio, ancora una volta, mi sembrò di aver viaggiato nel tempo.
Il disegno nel cielo di Senmut non indicava le stelle, ma i monumenti sull’altipiano di Giza!
La stella a sinistra era la Sfinge!
Quando l’architetto Senmut era stato nella Grande Piramide per la sua iniziazione, aveva camminato e navigato sotto la sabbia, e aveva raggiunto - in barca o a piedi – secondo da dove entrava con i sacerdoti, i luoghi segretissimi dove sarebbe stato iniziato ai Misteri.
E riprodusse uno schema di questi sotterranei sul soffitto della sua tomba.

 
 
 

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