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SUTRI: Straordinari monumenti in un paesaggio singolare

 
Lazio - I luoghi del mistero  

Brano tratto dal libro
Lazio: i luoghi del mistero e dell'insolito

AUTORI: D. Cortiglia e L. Bellincioni
PAGINE: 208
ILLUSTRAZIONI: 330 a colori
FORMATO:
15 X 21
ISBN: 88-89713-02-X
EURO: 19.00

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Sutri ed il suo territorio rappresentano una delle mete più straordinarie della Tuscia sotto il profilo archeologico ed ambientale. Il borgo, arroccato lungo uno sperone tufaceo con cui forma un tutt’uno, appare alla vista d’improvviso, con le sue torri e con le sue mura merlate, tra i meandri di un paesaggio boscoso e rimanda agli scenari descritti dai viaggiatori del Grand Tour. Si trovano qui monumenti unici ed eccezionali, talvolta perfettamente conservati, quasi a voler sfidare il tempo, che tuttavia inesorabilmente li corrode.

Le origini misteriose di Sutri: la leggenda di Saturno

Secondo un’antichissima leggenda il primo re della Penisola Italica fu il Dio Saturno, padre di tutti gli dei e dei mitici Pelasgi, il quale, stanziatosi nell’Italia centrale, vi fondò le città più vetuste. La tradizione di Sutri vuole che anch’essa sia stata fondata da Saturno, e proprio dal suo nome che gli etruschi pronunciavano Sutrinas deriverebbe quello della cittadina. Nello stemma sutrino, infatti, compare ancora il dio a cavallo con un fascio di spighe dorate in mano che simboleggiano la Sutrifertilità di queste terre.
Ad ogni modo, è certo che le origini di Sutri sono assai remote: probabilmente già in epoca pre-etrusca qui si trovava un insediamento di una certa entità, a cui forse risalgono, d’altro canto, le varie grotte visibili nelle rupi, e poi riadattate a necropoli. E proprio le necropoli sono uno degli elementi archeologici più eminenti di Sutri: se ne trovano un po’ ovunque, e tra esse spiccano quelle che bordano la Via Cassia poco prima dell’ingresso al paese, disposte a schiera e dalle forme bizzarre ed inconsuete.

Un paesaggio singolare

Secondo un’antichissima leggenda il primo re della Penisola Italica fu il Dio Saturno, padre di tutti gli dei e dei mitici Pelasgi, il quale, stanziatosi nell’Italia centrale, vi fondò le città più vetuste. La tradizione di Sutri vuole che anch’essa sia stata fondata da Saturno, e proprio dal suo nome che gli etruschi pronunciavano Sutrinas deriverebbe quello della cittadina. Nello stemma sutrino, infatti, compare ancora il dio a cavallo con un fascio di spighe dorate in mano che simboleggiano la fertilità di queste terre.
Ad ogni modo, è certo che le origini di Sutri sono assai remote: probabilmente già in epoca pre-etrusca qui si trovava un insediamento di una certa entità, a cui forse risalgono, d’altro canto, le varie grotte visibili nelle rupi, e poi riadattate a necropoli. E proprio le necropoli sono uno degli elementi archeologici più eminenti di Sutri: se ne trovano un po’ ovunque, e tra esse spiccano quelle che bordano la Via Cassia poco prima dell’ingresso al paese, disposte a schiera e dalle forme bizzarre ed inconsuete.
ccanto alle necropoli, una delle caratteristiche più peculiari del territorio di Sutri è costituita della presenza di numerosi ruderi, soprattutto medievali, sparsi ed isolati nelle campagne circostanti l’abitato. Quasi ovunque si incontrano, infatti, torri, chiesette e resti di fortificazioni circondati da un alone di mistero, e spesso ritenuti dalla gente del posto covo di presenze spettrali. Un paesaggio davvero singolare questo, che ci ricorda altresì quanto dovette essere grande l’importanza di Sutri nel passato: uno scenario di eventi storici memorabili, che hanno lasciato il segno anche nelle curiose leggende che avvolgono questi luoghi.

La Grotta di Orlando, Carlo Magno e i Templari

Un remoto racconto narra che una delle tante cavità scavate nel tufo ed utilizzate dagli etruschi come sepolcri fu il luogo ove nacque il celebre eroe epico e paladino imperiale Orlando. Secondo la leggenda, Carlo Magno, non condividendo la relazione che la sorella Berta intratteneva con il guerriero Milone, dal quale era stata ingravidata, la ripudiò e la scacciò. Berta nel suo lungo pellegrinare giunse a Sutri e qui, in una grotta, diede alla luce il figlio Orlando. Carlo Magno nel suo lungo viaggio verso Roma, dove si recava per essere incoronato imperatore, si fermò nella cittadina, ed incontrato il nipote lo prese con sé e ne fece un fidato paladino della corona. La grotta è ancora visibile lungo la Via Cassia in direzione di Roma, ove si apre un grosso antro al quale si accede da un vioSutrittolo. Ma il legame tra Sutri e la Francia non è certo riducibile alla pura e semplice leggenda. Nel Medioevo Sutri era infatti una delle tappe principali della Via Francigena, la grande arteria stradale che, ricalcando il corso della consolare romana Cassia, collegava Parigi a Roma. Tracce evidenti di questo rapporto rimangono anche nella tradizione popolare, che ha attribuito a molte delle rovine che dipingono il paesaggio sutrino una derivazione francese. E’ il caso, ad esempio, del cosiddetto “Castello di Carlo Magno”, situato all’interno della Villa Savorelli e le cui origini non sono state ancora chiarite, ove si pensa sia avvenuto l’incontro tra il re franco e papa Leone III. Nondimeno, del resto, molti dei ruderi visibili presentano effettivamente elementi architettonici d’Oltralpe, soprattutto di stile gotico e spesso affatto estranei alle caratteristiche delle altre emergenze monumentali della zona, segno, questo, di un prolungato intervento di maestranze francesi a Sutri, almeno fino al XIII secolo. Non a caso si è più volte ipotizzato il passaggio qui dei templari, come testimonierebbe la presenza della cappella di Santa Maria del Tempio, il cui nome rimanda subito al misterioso ordine di monaci-cavalieri, che peraltro – coincidenza curiosa – appare sempre strettamente legato, nel Lazio, proprio a quelle località la cui fondazione leggendaria è fatta risalire a Saturno.

L'anfiteatro scavato nella roccia

L’anfiteatro di Sutri è una monumentale e straordinaria costruzione interamente scavata da una collina di tufo, e tornata alla luce tra il 1835 ed il 1838 dopo gli scavi effettuati dalla famiglia Savorelli. Non si conosce con esattezza il periodo della sua realizzazione ma si pensa che risalga all’epoca romana e precisamente al periodo imperiaSutri_anfiteatrole. Un’eccezionale opera ingegneristica a pianta ellittica - di circa 40 m per 49 metri – e con un sistema di gallerie a volta ricavate al suo interno. Lungo le pareti della collina sovrastante sono poi visibili nicchie, colonnine e timpani facenti parte di un sistema di tombe rupestri romane. Ricoperto da muschi e licheni gialli e verdi e cinto da un lato degli scuri lecci del sovrastante Bosco Sacro, l’Anfiteatro è una delle più imponenti e affascinanti opere architettoniche della antichissima città di Sutri.

Il sacello della Madonna del Parto

Un’altra costruzione estremamente suggestiva e unica nel suo genere è il Sacello della Madonna del Parto, un ipogeo situato ai piedi di un’alta parete tufacea. La sua struttura si compone di vari ambienti, sicuramente tre tombe scavate nel tufo, in seguito unite ed adibite a luogo di culto del Dio Mitra, di cui è rimasto un solco inciso nella roccia del pavimento, utilizzato per far scorrere via il sangue del toro sacrificato al dio. Il culto di Mitra, un’importante divinità della religione persiana e dell’Induismo, dal I secolo a.C. al V secolo d.C. circa si diffuse anche nel mondo romano, da cui venne identificato con Helios – Apollo, e venne venerato nelle religioni sincretiche e misteriche. Trasformato in seguito in chiesa cristiana, e chiamato, appunto, Chiesa della Madonna del Parto, il tempio presenta numerosi ed importanti affreschi realizzati in varie epoche. Interessanti sono quelli presenti sulle pareti del vestibolo, ove è la rappresentazione della salita al Monte Gargano, e quello posto al di sopra dell’altare: il più antico presepe di Sutri. Il dipinto raffigura, infatti, la Natività e in esso si possono leggere le figure della Sacra famiglia e persino il bue e l’asinello.

La Villa Savorelli e il Bosco Sacro

A dominio di un alto promontorio roccioso, puntellato alla base da numerose cavità etrusche e romane è Villa Savorelli, un elegante palazzo settecentesco, costruito su una preesistente struttura e immerso orvieto nello straordinario paesaggio del Parco di Sutri. Ricca di ambienti talvolta contrastanti, la villa si presenta dapprima con delicati giardini all’italiana i cui sentierini indicano la via per i resti del già citato Castello di Carlo Magno e pSutri_villa_savorellier l’imponente chiesa di Santa Maria del Monte, dalle evidenti influenze borrominiane. Dall’altro lato il parco cambia completamente: passando accanto a rovine medievali incastrate fra possenti radici, un vialetto scuro conduce al secolare bosco di lecci chiamato Bosco Sacro, ove tra le alte e cupe fronde si erge una torretta, anch’essa medievale, costruita con blocchi di tufo. Proseguendo tra la monumentale vegetazione si giunge ad un suggestivo affaccio panoramico sul titanico anfiteatro, da qui solo visibile nella sua interezza. Un piccolo parco quello di Villa Savorelli, ma ricco di attrattive emozionanti, che immergono il visitatore nella magia di un luogo senza tempo.


APPUNTO DI VIAGGIO

Da Roma percorrere la Via Cassia (SS 2) fino a Sutri.

Modalità di visita

La visita alla Villa Savorelli è gratuita ed è regolata dai seguenti orari: Venerdì, Sabato e Domenica dalle 11,00 – 12,30 / 15,00 – 16,30. L’anfiteatro è aperto alle visite nei seguenti giorni: lunedì chiuso, martedì, mercoledì e venerdì 8,30 – 13,30, giovedì e sabato 8,30 fino ad un ora prima della tramonto. Nei giorni festivi 8,30 – 13,30.
Nei feriali estivi 8,30 – 16,30 mentre nei festivi estivi 8,30 –13,30. La visita al Mitreo si effettua ogni ora a partire dalle 9,00 e il visitatore si deve rivolgere al custode dell’Anfitatro.
Tutte le altre attrattive segnalate hanno entrata libera senza orari.

Nei dintorni

Accanto alle stupefacenti bellezze del territorio di Sutri e del suo borgo, (oggi tutelate da un Parco Archeologico) è possibile visitare la vicina Oasi Sapientia, in cui si possono ammirare riproduzioni di dinosauri in vetroresina e un’interessante mostra mineraria esposta nei sotterranei del Monastero di San Giacomo, ex-sede nel XVI secolo della santa inquisizione ecclesiastica. Non lontana da Sutri è inoltre Caprarola, celebre per il fastoso Palazzo Farnese, reso particolarmente curioso dai singolari fenomeni acustici che caratterizzano alcune stanze. Infine si consiglia di visitare Blera (v.) e Calcata (v.), situate a pochi chilometri dal paese ed inserite entrambe in questa guida.

Links
www.ilborgodisutri.it
www.parchilazio.it
www.parks.it

 
 

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