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IL MISTERO DELLA DEA SEKHMET E DELLA STELLA SIRIO
 
 
Alla Ricerca dei Libri di Thot   Brano tratto dal libro
Alla Ricerca dei Libri di Thot - 2a edizione
Rivelazioni proibite e verità scomode: la chiave per decodificare il mistero della Genesi

AUTRICE: Daniela Bortoluzzi
PAGINE: 400
ILLUSTRAZIONI: 60 b/n 16 colore
FORMATO: 17 X 24
ISBN: 978-88-89713-10-5
EURO: 24.00

CON INSERTO A COLORI

 
 
 

Il mistero della dea Sekhmet e della stella Sirio

Tracce di alieni

Nella regione africana del Mali – l’ex Sudan francese - vive una tribù, i Dogon, che si tramanda alcuni episodi vecchi di migliaia di anni.  Storie di “incontri ravvicinati”…
Probabilmente si tratta solo di antiche leggende… ma quante volte proprio nelle leggende sono nascoste antiche verità?
E così, di padre in figlio, da centinaia di generazioni, i vecchi raccontano la venuta di un gruppo di visitatori dal cielo, a bordo di un corpo luminoso volante. Venivano da un pianeta con un sole diverso dal nostro, e nel cielo, specialmente dall’Africa, quel sole è spesso visibile: si tratta di Sirio.
Questa tribù conserva ancor oggi alcune imbarazzanti conoscenze riguardo la stella binaria Sirio: prima di tutto sa che si tratta di una stella binaria; inoltre fornisce informazioni astronomiche – esatte - che evidentemente devono essere state trasmesse per forza da una civiltà avanzata extraterrestre. 
A questo punto poco importa sapere se questi visitatori vennero 5.000 anni fa, o molto prima. È successo.
E nessuno scienziato, benché scettico, può opporsi a questa evidenza innegabile.
Anche noi sappiamo che Sirio è una stella binaria, che definiamo “Sirio A” e “Sirio B”… ma lo abbiamo scoperto grazie agli strumenti sofisticatissimi di cui la moderna tecnologia dispone in quest’ultimo secolo, tra cui i telescopi atomici (e naturalmente grazie agli scienziati ed all’astrofisica).
I Dogon chiamano “po tolo”, la stella Sirio B: infatti nel loro dialetto tolo significa stella e po è il nome del sorgo, una graminacea dai chicchi piccoli, ma relativamente pesanti: il suo nome latino è digitaria exilis.
Ma che tipo di stella è Sirio B? Si tratta di una nana bianca, “sorella” praticamente invisibile di  Sirio A, ovvero di quella stella molto luminosa che si vede anche ad occhio nudo nei cieli invernali (al contrario della prima, che si vede esclusivamente per mezzo di potenti e moderni telescopi, e solo ogni 50 anni). I Dogon sanno che quest’ultima appare solo ogni mezzo secolo, tant’è vero che la celebrano – ogni 50 anni - mediante una cerimonia chiamata “sigi” durante la quale in realtà intendono festeggiare il “rinnovamento dell’universo”. Affermano anche che esiste una seconda stella in orbita attorno a Sirio, attorno alla quale orbiterebbe a sua volta anche una “Terra”…
Gli astronomi statunitensi della Union Observatory hanno potuto osservare quattro volte (nel 1920, nel 1926, nel 1928 e l’ultima volta nel 1929) un secondo corpo celeste, nell’orbita di Sirio. Esisteva dunque davvero Sirio C… il sorgo-femmina dei Dogon! Dal 1929 si attende di poterla vedere nuovamente e fotografare.
Ma allora, come facevano a conoscerla i Dogon, molto prima di noi? Una cosa è certa: non l’hanno visto ad occhio nudo! Oppure non l’hanno vista loro. Così come ad occhio nudo non hanno potuto scoprire che Giove ha 4 lune, che Saturno ha un anello, e che la Luna è senza vita.

I Nommo, gli “istruttori”

La risposta è molto semplice: avevano incontrato gli esseri “anfibi” (in senso lato) venuti (o originari) da quel sistema solare, che essi chiamano ancora oggi “Nommo” (istruttori). Ed il loro dio si chiama Amma, nome molto simile ad Amun, o Amon…
I Nommo erano chiamati anche signori dell’acqua, in quanto la loro sede era nell’acqua, proprio come Osiride! E non si può fingere di non riconoscere anche una serie di indizi che conducono ad Atlantide!           

Queste ed altre analogie, oltre all’esperienza fatta vivendo per un lungo periodo con i Dogon (che gli permise di raccogliere le informazioni da lui in seguito trasportate nei suoi libri),  fecero pensare a Robert Temple che i Dogon fossero i discendenti di una prima colonizzazione di alieni provenienti da Sirio, che dovevano aver insegnato la loro cultura agli egiziani predinastici, con i quali mescolarono anche il loro DNA, spiegando in questo modo lo sbalzo di civiltà avvenuto tra il 4.500 ed il 3.400 a.C., e risolvendo anche l’enigma delle conoscenze astronomiche, che erano state evidentemente rivelate da questi viaggiatori spaziali. Ipotesi possibile, che lascia spazio anche a quella di Atlantide.

Visitatori “celesti” nelle antiche fonti

  • Dal testo indù Ramayana: “… vide il carro che si noma Puspaka, lucente come l’oro, largo mezzo yog’ano e lungo altrettanto, cinto d’auree colonne, con porte di gemme e oro, tutto smaltato di perle…con ogni frutto desiderato, con ambiente né freddissimo, né caldo, giocando in ogni stagione e bello. Veduto quel grande e divino carro Puspaka, moventesi a sua voglia, Hanumat vi salì(Sundaracanda, libroV)
     
  • Dal VI libro dello stesso testo: “… saliti tutti coloro sullo splendido carro di Kuvera, si levò in aria il carro licenziato dal Raghuide, e Rama pari a Kuvera, glorioso e lieto s’avviò su quel fulgido carro che va per aria a sua posta. Licenziato da Rama, quel carro rapido come l’anima si levò in alto, somigliante ad una gran nuvola sollevata dal vento
  • Nella Bibbia, il “carro di fuoco” di Elia sembra descrivere una nave spaziale: “Apparve un carro di fuoco, e cavalli di fuoco, ed Elia salì al cielo portato da un turbine di vento..”; Elia viene avvisato per tempo della sua “morte” e gli viene ordinato di recarsi a Beth-El, “la casa del Signore”, dove sarebbe salito al cielo “non morto”. Quando un discepolo di Elia fu interpellato per sapere se questo fosse vero, egli rispose che Dio avrebbe portato Elia in cielo.
  • Nella Bibbia, i Malachim apparvero improvvisamente in cielo ad Abramo per avvisarlo che avrebbero distrutto Sodoma e Gomorra. Abramo e Lot li fecero mangiare e riposare (dunque gli “angeli” non erano esseri spirituali). E quando Abramo, per cercare di convincerli a fermarsi, disse loro: “Non passate sopra il vostro servo senza fermarvi”, fa intendere solo che “passavano” in volo, ma non che si trattasse di spiriti. Infine, il fatto che fossero in carne e ossa, ma “diversi” dagli altri abitanti di Sodoma è evidente perché vennero subito visti e riconosciuti dalla gente che venne a cercarli a casa di Lot per vederli (contro cui essi usarono “armi accecanti”).
  • Nella Bibbia, Ezechiele descrive una nave spaziale che gli appare come in una nuvola: “Io, dunque, vidi, ed ecco un vento tempestoso, che veniva da settentrione, ed una grossa nuvola, ed un fuoco avviluppato, intorno al quale vi era uno splendore; e di mezzo di quel fuoco appariva come la sembianza di fin rame scintillante…” ed ancora: “quanto alle sembianze delle loro facce, tutte e quattro avevano una faccia di uomo e una di leone, e due a sinistra raffiguranti una faccia di bue e una di aquila”.
  • Dall’Apocalisse di Giovanni:  “…il primo era simile ad un leone, il secondo simile ad un vitello, il terzo aveva la faccia come un uomo ed il quarto era simile ad un’aquila volante…”(Così descrive l’evangelista i quattro animali posti vicino al trono di Dio, al cui cospetto fu condotto da un angelo dopo che questo lo rapì in spirito).
  • Dalla Bibbia (Genesi; 28,12): “E sognò di vedere una scala che poggiava sulla terra e la sua cima raggiungeva il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Dio era appoggiato a questa scala e glidiceva: <Io sono il Signore Dio d’Abramo, tuo padre e d’Isacco. La terra sulla quale dormi la darò a te ed ai tuoi figlioli. Sarai il padre di un grande popolo e in te saranno benedette tutte le nazioni del mondo. io veglierò sopra di te e non ti abbandonerò mai>.”
  • Dalla Bibbia (Genesi; 6,1): “Avvenne che gli uomini della Terra presero a moltiplicarsi, dando alla luce anche delle figlie femmine. Allora i figli maschi degli dèe, i Ben Elohim, accorgendosi che le figlie degli uomini erano belle, le presero in moglie, naturalmente solo quelle che piacevano a loro. A quel tempo erano sulla Terra i Nefelim, e anche dopo, quando i figli degli dèi si accoppiavano con le figlie degli uomini e avevano da esse dei figli; sono questi i potenti della preistoria, il cui nome divenne al tempo così famoso, da arrivare fino a noi.”
  • Dal Libro di Enoch: “quando i figli degli uomini si furono moltiplicati, in quei giorni accadde che nascessero loro delle figlie eleganti e belle. E quando gli angeli, i figli del cielo, le ebbero viste, se ne innamorarono e si dissero l’un l’altro: <Sciegliamo donne della razza degli uomini e abbiamo figli con loro>.”
  • Dalla Bibbia (Genesi; 3,24): “Così egli scacciò l’uomo; e a oriente del giardino di Eden pose dei cherubini, e una spada fiammeggiante che rotava da ogni lato per custodire la via dell’albero della vita.”
  • Dalla Bibbia (Salmi; 11,4): “Il Signore è nel suo tempio;  il trono del Signore è nei cieli.”
  • Dal Mahovira (800 a.C.): “…Un carro aereo trasporta molte persone verso l’antica capitale. Il cielo è disseminato di macchine volanti stupefacenti, nere come l’oscurità, su cui spuntano luci dai barbagli giallastri.”
  • Dal Ghatotrachabadma: “Dotato di grande energia, il Rakshasa ridiscende ancora una volta con il suo vimana d’oro[…] quando atterrò, sembrava una massa di antimonio di forma bellissima sulla superficie del suolo. […]Un immenso e terribile vimana, , fatto di ferro nero, alto 400 yojans e altrettanto lungo, munito di motori posti al punto giusto. Non era trainato da destrieri, né da elefanti. Era mosso invece da macchine che sembravano [grandi come]elefanti.
  • Dal Papiro Tulli: “… il ventiduesimo giorno del terzo mese d’inverno, alla sesta ora del giorno, gli Scribi,gli Archivisti e gli Annalisti della Casa della Vita si accorsero che un cerchio di fuoco [lacuna]. Dalla bocca emetteva un soffio pestifero, ma non aveva “testa”, il suo corpo misurava una pertica ed era silenzioso. Ed i cuori degli Scribi, degli Archivisti tutti furono atterriti e confusi ed essi si gettarono nella polvere col ventre a terra [lacuna] essi riferirono allora la cosa al Faraone. Sua Maestà ordinò di[lacuna] è stato esaminato [lacuna] ed egli stava meditando su ciò che era accaduto, che era registrato nei papiri della Casa della Vita. ora, dopo che fu trascorso qualche giorno, ecco che queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d’Egitto. Il loro splendore superava quello del sole ed essi andavano e venivano liberamente per i quattro angoli del cielo  [lacuna]. Alta e sovrastante nel cielo era la stazione da cui andavano e venivano questi cerchi di fuoco. L’esercito del Faraone la osservò a lungo con lo stesso Re. Ciò accadde dopo cena. Di poi questi cerchi di fuoco salirono più che mai alti nel cielo e si diressero verso il Sud. Pesci e uccelli caddero allora dal cielo. Grande fenomeno che mai a memoria d’uomo fu in questa terra osservato  [lacuna] ed il Faraone fece portare dell’incenso per rimettersi in pace con la Terra… [lacuna] e quanto accadde il Faraone diede ordine di scriverlo e di conservarlo negli Annali della Casa della Vita, affinché fosse ricordato per sempre ai posteri…”
  • Nel Papiro di Nu e in quello di Ani ci sono alcuni riferimenti agli UFO.
  • Gli Immortali del taoismo hanno un corpo non si deteriora e volano oltre le nuvole e le montagne, sopra i mari e a cavallo dei draghi nel cielo; pur essendo esseri umani vivi, sono considerati dei messaggeri divini.
  • Molti pittori del passato, in ogni epoca, hanno rappresentato nei loro quadri delle inequivocabili navi spaziali.

Sirio A e Sirio B

Bisogna sapere che Sirio B  è una “nana bianca”, ed è chiamata anche Digitaria.  Essa gravita intorno a Sirio A: a loro volta, però, entrambe le stelle orbitano intorno ad un centro gravitazionale comune. La caratteristica di questa stella secondaria, è di pesare molto di più dell’altra, benché notevolmente più piccola. L’enorme forza gravitazionale della piccola nana bianca (stella che, avendo consumato tutto il suo combustibile più leggero di elio idrogeno, è collassata con il risultato che la sua massa di materia - ovvero la sua struttura atomica - è diventata pesantissima) è tale che, tanto per fare un esempio, se potessimo riempire una scatola di fiammiferi con il materiale presente nel nucleo di questa stella, questa peserebbe cinquanta tonnellate!

Le caratteristiche di ognuno dei singoli corpi celesti di Sirio

***Sirio A è sempre stata associata ad Iside, quasi che questa stella abbia una vera e propria natura femminile. Perché? Ancora oggi, durante i riti ad Iside (esistono dei gruppi composti da iniziati e da adepti, in tutto il mondo), durante le celebrazioni dei misteri viene ricordata l’origine siriana di una parte della razza egizia.

La sirianità della dea Sekhmet

I siriani hanno l’aspetto umano, nel corpo, se non fosse che hanno la coda e la testa simile a quella di un leone; gli occhi sono verdi… praticamente proprio come veniva raffigurata la dea Sekhmet! Il carattere di questi alieni è dolce e gentile, e rispettano ogni essere, in quanto parte dell’unità assoluta cosmica.
Esistono molti eredi di questi esseri leonini. Sono distribuiti, oramai, su tutto il globo.
La “sirianità” ereditata,  viene trasmessa esclusivamente attraverso le femmine, che oggi hanno perso la coda, il muso leonino, la criniera… ma hanno comunque mantenuto alcune caratteristiche somatiche, come il colore verde degli occhi, naso e lineamenti facciali importanti, capelli molto folti, grossi e crespi, quasi come una criniera, di colore scuro, variante dal rosso al marrone, fino al nero. Hanno la carnagione olivastra. E queste donne, dotate di notevole senso artistico, che hanno nel loro DNA senza saperlo, il gene siriano, mantengono nel loro cuore un’attrazione inspiegabile per l’Egitto, fin da bambine. Si sentono attratte da un ossessionante desiderio di visitare quei luoghi, sono affascinate dall’egittologia… a volte senza capirne loro stesse il perché. Ma probabilmente, nel cuore, sentono di essere diverse dagli altri. E quando, dopo aver cominciato a realizzare finalmente il loro Sé, lo scoprono, la prima cosa che esclamano è:  “LO SAPEVO!”… come è successo a me.

Una madre

Al museo del Cairo ci sono moltissime statue della dea Sekhmet… e molte del dio Anubi (a dire la verità ce ne sono migliaia di tutti gli dèi!), ma nel sogno che sto per raccontare – fatto la notte dopo la visita al museo – la dea mi accompagnava per mano giù per un lunga scala, in silenzio. Infine giungemmo a destinazione, e la scena che vidi mi sconvolse profondamente:

……Una tremante mano materna, stava cercando di sistemare uno scialle di candido lino, avvolgendolo e legandolo intorno al collo della statua dedicata al dio Anubi, protettore dell’imbalsamazione e dei morti…
Avrebbe dovuto proteggere il figlio, così come aveva fatto lei quando era piccolo,  visto che quello scialle altro non era se non lo stesso che lei aveva usato per avvolgere il bambino alla nascita.
Quel bambino così sfortunato e delicato di salute.
Quel suo figlio morto così giovane che aveva visto morire i suoi due figli…
L’idea del dolore di questa madre mi fece sentire forte il desiderio di piangere.
Senza dire una parola, con le lacrime che le velavano gli occhi, la donna mi guardò e quello sguardo mi trasmise uno strazio senza fine. Con la mano destra mi indicò il simulacro di Anubi; ed appena lo vidi lo associai alla famosa fotografia scattata in occasione del suo ritrovamento… nella Valle dei Re, da parte di Howard Carter, e che tanto mi aveva colpito al Museo del Cairo.
Al risveglio avevo ancora lo scialle di lino davanti agli occhi…

 
 
 

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