1891: il parroco Bérenger Saunière, durante alcuni urgenti lavori di ristrutturazione alla chiesa, che era in completo sfacelo, rinviene quattro antiche pergamene su cui erano scritti dei messaggi criptati che lo portarono a un quadro di Poussin e a una tomba nei pressi di Rennes-le-Château. Sta di fatto che da quel momento Saunière iniziò a spendere cifre elevatissime, che prima non aveva mai posseduto. Si ritiene che abbia speso in tutto l’equivalente di 150 milioni di €…!
Naturalmente qualcuno parlò del ritrovamento del Graal, ma dovremmo prima capire cosa s’intende con Graal (dal momento che si tratta di un nome di fantasia creato da uno scrittore). Per Graal s’intende “qualcosa” di talmente unico, che la sua scoperta potrebbe provocare conseguenze pericolose. Qualcosa da nascondere a qualunque costo, per evitare che cada in mani sbagliate. Un oggetto o un segreto? È possibile che ci siano più di un “Graal”? Qualunque cosa sia il Graal, quale sarebbe il suo collegamento con Rennes-le-Château?
Secondo le recenti investigazioni dei revisionisti del vecchio paradigma cristiano, non si tratterebbe del calice dove Gesù bevve con i discepoli durante l’Ultima Cena (e dove Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue uscito dal costato di Gesù), ma sarebbe il Sangue Reale (Sang Real da cui Santo Graal) inteso come la linea di sangue di Gesù. Seguendo questa tesi, Gesù avrebbe avuto una discendenza “reale” da Maria Maddalena, che sarebbe fuggita in Francia dopo la crocifissione. A questo punto la questione se Gesù sia morto o meno, non sembra aver rilievo, perché comunque avrebbe dato origine alla futura dinastia Merovingia che governò in Francia dal 476 al 750 d.C.
Nel 1099 Goffredo di Buglione, discendente dei Merovingi, dopo la conquista di Gerusalemme, fondò l'Ordine dei Cavalieri di Nostra Signora di Sion. Qualche anno più tardi nacque l’Ordine dei Templari, monaci guerrieri a difesa dei pellegrini in viaggio verso la Terra Santa, che per anni scavarono sotto le rovine del Tempio di Gerusalemme (che era stato distrutto dai romani nel 70 d.C.), alla ricerca di qualcosa di preciso. Lo trovarono? Sono in molti a pensare che qualcosa l’avessero trovato, e doveva trattarsi di qualcosa di grande valore, considerato l’aumento delle loro ricchezze e il loro potere economico. Dopo che il re di Francia Filippo il bello, d’accordo con il papa, ne ordinò l’arresto in massa nel 1307, alcuni di loro sarebbero riusciti a fuggire mettendo in salvo il loro segreto e i documenti che ne provavano l’attendibilità. E sembrerebbe che siano stati sempre custoditi dalla fantomatica società segreta nota come “Priorato di Sion”…
E qui entra in gioco Rennes-le-Château, un paesino dei Pirenei che, fino al 1968 era pressoché sconosciuto al largo pubblico. In quella data uscì un libro intitolato “Le tresor maudit”, in cui Gerard De Sède, autore di vari libri sull’esoterismo e sui tesori nascosti, scriveva di certe pergamene trovate dall’abate Saunière alla fine del XIX° secolo durante il restauro della chiesa. Questi antichi documenti avrebbero svelato un mistero nascosto per secoli dalla Chiesa, che fin dai tempi di Costantino eliminò dalla storia il Sang Real e ogni suo indizio, a cominciare da Maddalena e ogni altro elemento femminile (che, infatti, fu sempre rifiutato e perseguitato, arrivando perfino alla caccia alle streghe). Forse Saunière fu pagato per tacere (ma ad onor del vero bisogna anche dire che fu accusato di simonia e forse in questa pratica, più realisticamente, starebbe la fonte della sua ricchezza).
Secondo gli autori del libro “Holy Blood, Holy Grail”, le prove del lignaggio di Gesù e Maria Maddalena, volutamente occultate per duemila anni dalla Chiesa, furono custodite dal “Priorato di Sion”. Saunière avrebbe andato a Parigi per far esaminare da un esperto le pergamene e acquistare le riproduzioni di tre quadri: “La tentazione di Sant’Antonino”, di David Teniers, un ritratto di Celestino V e “Pastori d’Arcadia” di Nicolas Poussin (i cui personaggi indicano un sarcofago con incisa la scritta “Et in Arcadia ego”). Il sarcofago sarebbe stato riconosciuto da Saunière, esendo identico a uno che lui avea visto nei pressi di Rennes-le-Château. La frase incisa sarebbe in realtà l’anagramma di “I tego arcana Dei” (vattene, nascondo il segreto di Dio). Il sarcofago conterebbe le spoglie mortali di Cristo. Secondo altre teorie, nel sarcofago ci sarebbero invece quelle di Maria Maddalena, che sarebbe lei stessa il Graal…
Questo sarcofago, che si trovava effettivamente nei paraggi di Rennes, è nel frattempo (!) andato distrutto. Non sapremo mai, quindi, cosa contenesse e ogni ipotesi è unicamente speculativa. Nondimeno è difficile fingere di non vedere il suo collegamento con un segreto così grande da far arricchire un prete a tal punto da consentirgli spese esorbitanti. E anche il fatto che la chiesa, la torre, gli arredi interni, proprio tutto quello che fece costruire… si riferiscano alla Maddalena e al Graal.
Immaginando la frande frustrazione di non poter (o voler) rivelare a nessuno il segreto delle sue scoperte, deduco che l’abate Saunière si sia sbizzarrito a codificare la sua scoperta all’interno della chiesa e in ogni possibile particolare, Torre Magdala compresa. Lo fece usando la simbologia esoterica, appresa forse dai Templari stessi attraverso i documenti scoperti. Continuò quindi a proteggere il grande segreto templare alla stregua di un Cavaliere dell’Ordine, conscio della grande responsabilità di cui si stava facendo carico… |