Il manoscritto Voynich, oggi universalmente noto come il libro più misterioso del mondo, deve il suo nome a Wilfrid Voynich, il mercante di libri rari statunitense che nel 1912 lo acquistò, per circa 25.000 dollari americani, dai gesuiti di Villa Mondragone, nei pressi di Frascati, sulle alture dei colli Albani che si affacciano su Roma. Oggi il manoscritto Voynich è conservato nella Biblioteca Universitaria di Yale, a cui fu donato nel 1969 dall’antiquario newyorkese H.P. Kraus, acquistato dalla segretaria di Voynich nel 1961.
Dove e quando questo codice sia stato scritto (o copiato?) nessuno lo sa; ciò che si conosce con certezza è solo una piccola parte della sua storia e dei suoi diversi spostamenti attraverso l’Europa fino agli Stati Uniti, donde a ragione gli è stato dato l’attributo di “ itinerante”.
Tra le pagine del manoscritto era conservata una lettera di accompagnamento, datata “Praga, 19 agosto 1665” (o 1666), a firma di Johannes Marcus Marci, medico reale e bibliotecario, con la quale chiedeva all’amico gesuita Athanasius Kircher di decifrare il “librum”che si accingeva ad inviargli. Marci aveva ricevuto il libro quando era subentrato nella carica di bibliotecario di corte a Georg Baresch che lo custodiva nella biblioteca imperiale, e che, sempre secondo Baresch, lo aveva acquistato per 600 ducati (equivalenti a circa 50.000 € attuali), come opera del Dottor Mirabilis, al secolo Roger Bacon. Ebbene questa lettera è l’unico documento di una certa attendibilità che fornisce dati sulla storia del testo più misterioso e finora indecifrato del mondo. Ma non abbiamo nessuna prova che Kircher abbia ricevuto il Voynich e che si sia cimentato, da vero esperto qual era, su quell’alfabeto ignoto per traslitterarlo e sui disegni di piante, stelle e simboli alchemici per spiegarli.
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