La studiosa investigatrice Edith Sherwood venuta a conoscenza del manoscritto attraverso un breve articolo di Alfred Werner nel 1962, rimase colpita fin dal primo momento da alcune corrispondenze del VMS con gli scritti di Leonardo da Vinci. Dopo minuziosi confronti grafologici, cronologici e di contenuti, giunse alla conclusione che il misterioso manoscritto di Voynich è in realtà opera di Leonardo Da Vinci.
La sua attenzione si è fermata soprattutto sulla tavola del folio 70 verso, in cui si vede un carro celeste, che rappresenta il segno dell’Ariete, con quindici piccole figure femminili nude aventi un ventre prominente le quali si trovano dentro bacinelle collegate a tubi. Una sua cugina antiquaria le suggerì l’ipotesi che quei tubi e quelle bacinelle rappresentassero le vasche nelle quali durante il medioevo si facevano nascere i bambini, il che potrebbe essere messo in relazione con l’aspetto delle donne che sembrano incinte. Trova una conferma della sua ipotesi in una figura di bambino (in verità poco chiara) che appare in una vasca da parto, dove c’è una donna senza pancione e che si differenzia dalle altre figure femminili anche perché tiene in mano una striscia a righe che termina con una stella, mentre tutte le altre hanno strisce non a righe. (Antico e moderno: oggi è tornato di moda il parto in acqua, basta cercare sul web ‘birthing tub’ o vasca da parto per restare stupiti).
La Sherwood ipotizza che il folio 70 verso riporti in forma grafica i dati di nascita di una persona partorita di sera (stelle) il 15 (15 piccole donne) aprile (Aries, l’Ariete). La nascita avviene tra le 21 e mezzanotte (la vasca col bambino è situata tra la nona e la dodicesima posizione su un quadrante corrente). Durante il medioevo, il nuovo giorno si datava al tramonto e le stagioni scandivano lo scorrere del tempo. Gli orologi erano semplici meccanismi con un solo indice, spesso a forma di mano con il dito indice teso, che indicava l’ora e con il quadrante che comprendeva tutte le 24 ore iniziando alla mezzanotte. Gli orologi erano ancora troppo imprecisi per poter segnare i minuti, dei quali pertanto mancava la lancetta. Tale individuo, se quest’ipotesi risulta corretta, può essere nato tra le 10 e le 11 della notte del 15 di aprile.
La Sherwood ritiene che il nome dell’individuo misterioso i cui dati di nascita corrispondono al disegno sia riportato sotto la figura dell’ariete al centro della tavola: nella scritta riconosce “ob……il” e una “r” aggiunta sopra. La scrittura di Leonardo è da leggere naturalmente allo specchio o da rovesciare con un programma per computer ed ecco che il nome riportato potrebbe essere “Lionardo”: proprio così veniva chiamato e non Leonardo. Per supportare scientificamente questa affermazione la Sherwood ha comparato attentamente la firma dell’artista con quella del manoscritto, trovando punti di somiglianza e giustificando le differenze con l’età diversa: molti anni sono passati tra le firme (Leonardo bambino e poi adulto) e con il tempo la scrittura cambia.
La data e l’ora della nascita di Leonardo da Vinci sono testimoniate da un’annotazione del nonno paterno: ‘Il nipote, figlio di Ser Piero, mio figlio, è nato il 15 aprile, sabato alle tre in punto della notte. Il suo nome è Lionardo…”, correva l’anno 1452 e l’ora terza della notte corrisponde alle nostre 22.30.
Inoltre la Sherwood legge sulla vasca con il bambino i numeri 1 4 5 2 , che indicherebbero appunto l’anno di nascita. Sempre in questa tavola ha decifrato dall’immagine allo specchio le parole “notto di sabatto” cioè “notte di sabato!”, trovando così ulteriore conferma alla sua ipotesi. Comunque, sia Leonardo da Vinci che l’individuo dalla tabella sono nati il 15 aprile 1452, una notte di sabato, fra le 10 e le 11. Ciò può essere solo una coincidenza?
Il periodo rinascimentale sembra essere avallato dal folio 72 verso che raffigura il segno zodiacale dei Gemelli (gemini): la coppia al centro del disegno è abbigliata con indumenti tipici del quindicesimo secolo in Italia. La Sherwood basa la sua affermazione che sia stato Leonardo bambino (ad otto anni!) a scrivere il manoscritto anche sull’analisi delle conoscenze e delle incongruenze presenti nel codice.
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