Abbiamo già visto in precedenza che molte streghe, amiche dei gatti, per alcune pratiche magiche, ricorrevano a particolari unguenti. Le maghe di Tessaglia erano le progenitrici dirette delle streghe e delle fattucchiere medievali che con unguenti e altro ancora potevano trasformare se stesse e gli uomini in animali (non solo, ma anche in piante!). Durante la notte viaggiavano nel cielo in cerca di avventure amorose. Nella tradizione greca tale trasformazione era molto frequente; un tipico esempio è quello della maga Circe, che tramutò i compagni di Ulisse in porci.
Mentre in Oriente le streghe tramutavano gli uomini in bestie, in Occidente sono le streghe stesse ad assumere le sembianze di animali, specialmente in quello da loro preferito, cioè il gatto.
Ritorniamo al famoso libro di Apuleio Le Metamorfosi, conosciuto come l’Asino d’Oro; è sempre Lucio che racconta:
“[...] finché un giorno Fotide corse da me tutta agitata e mi disse che la sua padrona Panfile, non essendo ancora riuscita a combinare niente per il suo fuoco amoroso con i soliti sortilegi, questa notte si sarebbe trasformata in uccello [...]. Per prima cosa Panfile si tolse tutte le vesti, poi, aperto un cofanetto, iniziò a tirarne fuori tanti piccoli flaconi. Tolse il tappo ad uno di essi, prese dell’unguento, se lo strofinò a lungo sulle mani e poi su tutto il corpo, dalle le unghie fin sopra ai capelli. Parlò a lungo con la lucerna e alla fine si mise a scuotere tutto il corpo... con dei sussulti ondeggiò pian piano, e in questo modo ecco che le spuntano delle morbide piumette, e poi delle piume più robuste. Il naso si indurisce e si inarcano le unghie diventando adunche [...]. Panfile è divenuta gufo, fa piccoli salti e in men che non si dica vola via nel cielo ad ali spiegate. [...] Così Panfile si è trasformata con le sue grandi arti” [...].
Se Marziale aveva deriso i culti egizi per via dell’adorazione dei gatti e altri tipi di animali, Luciano, scrittore e sofista greco, non fu da meno. Il malcontento per la diffusione e la popolarità dei culti di Iside e Bubastis in tutta Europa, si può riscontrare nelle invettive lanciate da alcuni autori cristiani, a partir e dal terzo fino al sesto secolo d.C.
Nelle Lettere ai Romani (60 d.C.) Paolo gia scriveva: “Mentre si dichiarano sapienti, sono stolti e hanno scambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine dell’uomo corruttibile mescolandoli con uccelli, quadrupedi e rettili”.
Gli fece eco il Patriarca di Alessandria d’Egitto Atanasio (328-346 d.C.), che protestò contro l’adorazione di animali “odiosi” come i gatti…
E’ in questo contesto che i Padri della prima Chiesa - non amando i “vecchi culti” (soprattutto quelli di Diana, di Freya, di Iside e di Bubastis), cominciarono a muovere accuse contro le presunte adorazioni di animali, soprattutto di quello che in seguito avrebbero considerato il più diabolico di tutti: il gatto.
Le contestazioni e l’accanimento violento contro i Culti Misterici, rappresentavano per la madre chiesa una questione vitale in quanto, a loro dire, tali culti potevano nascondere aspirazioni rivendicative e pericolose in grado di minare il potere del clero. Con questi presupposti, si diede il via ad una vera e propria caccia agli eretici e alle streghe: violenze d’ogni tipo, persecuzioni verso uomini, donne e animali… una vera e propria ecatombe. Questa macchia di sangue si espanderà a dismisura in tutta Europa portando al rogo ben 12 milioni di persone. Il rogo comunque non era il peg giore dei mali: non bisogna dimenticare le diaboliche torture che per indurre alla confessione venivano eseguite sull’accusato portandolo alla morte o alla pazzia a causa dei forti dolori patiti.
Furono altresì torturati e bruciati da otto a dieci milioni di gatti: la loro unica colpa era quella di rappresentare gli “Antichi Culti”.
La Chiesa Cristiana per quasi trecento anni rimase fedele agli insegnamenti di Cristo e, nella maggior parte dei casi, la nuova fede, non andava mai ad intaccare quella degli antichi culti pagani. Ed è proprio in questo periodo che la Chiesa svolse un ruolo fondamentale… I suoi adepti erano ben considerati presso la popolazione: svolgevano compiti come tutti gli altri uomini, si spostavano per piccole missioni, evangelizzavano, predicavano, erano diaconi, vescovi; insomma tutto veniva svolto come nella migliore tradizione gnostica… |