I movimenti pulsatori interni sono la componente dei processi vitali, riguardanti tutte le energie esistenti nel metabolismo di un corpo vivente. Questo insieme di energie, all’interno del corpo, fluisce anche al suo esterno analogamente ad un’onda colorata che si espande, fuoriuscendo da un oggetto metallico incandescente. Si crea così un campo energetico, composto dalle linee di forza presenti alla periferia dell’organismo umano. Il corpo dell’uomo vive dentro questo campo energetico che resta chiaramente aderente al corpo stesso.
I fenomeni riguardanti il campo energetico dell’uomo si possono trovare puntualmente registrati in “documenti” lasciatici lungo i migliaia di anni che costituiscono la storia dell’umanità. Essi furono osservati per la prima volta all’incirca verso il 3.000 a.C. dai cinesi e spiegati col principio dello Yin e dello Yang. L’Universo, nel suo duplice aspetto, fu percepito come un macrocosmo, mentre l’uomo fu ritenuto un microcosmo.
La cronologia e la medicina cinese erano basate sulla comprensione dei principi bioenergetici e sulle loro attività. Tuttavia, per motivi storici e culturali, a partire dal 2.000 a. C., non si verificò più alcun sviluppo di questi concetti.
Nell’immediato dopoguerra molti furono i successi nella fisica quantistica in Oriente, proprio perché questo modo di pensare era più vicino alla concezione del mondo e alla filosofia propri delle civiltà di quest’area. In Occidente, dall’era del dualismo Cartesiano ad oggi, c’è stata una lenta crescita dell’integrazione tra la “res cogitans” e la “res extensa”.
Per molto tempo la scienza ha potuto, e poi “voluto”, solo indagare sul corpo umano nella sua biologia; invece, gli studi della psiche sono rimasti in “standby” fino alla comparsa del padre della psicoanalisi: Sigmund Freud; mentre tutti gli studi e le scoperte per ciò che riguardava l’Anima, o corpo energetico intelligente, furono affidate alla Chiesa.
Non possiamo non citare in conclusione di questo capitolo i pensieri di alcuni filosofi dei secoli scorsi: Ippocrate, per esempio, nei suoi scritti, rivela una profonda fede nelle influenze cosmiche e nei cicli del clima sulle malattie. Egli, inoltre, raccomandava a proposito che i medici non ignorassero le forze naturali all’interno dell’uomo: “è la natura che guarisce, non il medico” e che conoscessero anche l’astronomia e la fisica.
Verso il XVI secolo, nell’opera di Paracelso si rileva lo studio e l’applicazione dei processi energetici naturali. Paracelso trattò l’armonia dei 4 elementi e l’esistenza di una forza naturale nell’organismo chiamata “l’archeo”, quel fenomeno antico “che guarisce le malattie”.
Nell’era moderna il primo tentativo che si conosca, atto a comprendere i sistemi viventi nel loro ambito naturale, fu effettuato da Newton. In Grecia ancora si racconta che Socrate, scendendo dall’Acropoli di Atene con un fiore di giglio in mano, disse: “Io tengo la luce”. Socrate, giocando sull’analogia, parlava del suo stato di coscienza. “Luce è osservare, è essere coscienti, è guardarsi dentro, è trasparenza. È sentirsi lucidi, luminosi, è illuminarsi”.
“Questo cosmo nasce da un’idea luminosa: Dio” (Neal Donald Walsch, Conversazioni con Dio). Il fotone è l’unità di luce/energia, luce è vedere: essere coscienti di tutto ciò che ci circonda perché è già tutto dentro di noi. Con la teocrazia bizantina, la medicina e l’indagine naturale furono ampiamente represse sicché i periodi tra il III e, approssimativamente, il X secolo in Occidente, furono le Epoche Scure.
Oggi, grazie alle ricerche integrate delle cosiddette medicine e discipline alternative, oltre che agli studi delle medicine non occidentali, quando si parla di salute si prendono nuovamente in considerazione anche le influenze che le emozioni riflettono sul fisico. Anche i medici di famiglia concordano ormai sul fatto che esista una predisposizione più o meno accentuata alla psicosomatica e quindi all’influenza che un’emozione, spesso inconscia, ha sul corpo fisico: ad esempio la tachicardia in persone che non hanno mai riscontrato esami cardiologici negativi. Non si possono non citare le realtà spagnole e sud americane che ormai da anni insegnano alla facoltà di medicina dell’università l’importanza della conoscenza del corpo energetico o l’uso che il servizio sanitario nazionale fa degli strumenti che ha a disposizione per riequilibrare il corpo energetico. Nella realtà italiana ci sono ancora molti pregiudizi verso l’utilizzo delle cure naturali o alternative, una delle cause è dovuta al fatto che questo tipo di ricerche non elargisce guadagni economici rilevanti, come ad esempio quelle chimiche finalizzate all’ottenimento di un brevetto da vendere al miglior offerente. Fortunatamente esiste la necessità di conoscere più strumenti che permettano all’uomo di documentarsi sulle nuove tecniche di guarigione nell’intento di concedersi una migliore qualità di vita, come la diminuzione dello stress e una più approfondita conoscenza di se stessi attraverso l’esplorazione del proprio corpo e della propria anima.
La completa autocoscienza ci permetterà di conoscere i limiti e le potenzialità del corpo fisico, della psiche e dell’energia.
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