Da ciò che si racconta tra gli abitanti del Piccolo Popolo, nel cuore delle foreste più selvagge, l’aspetto della fata che custodisce i più remoti poteri derivanti dall’ elemento “Acqua”, dovrebbe essere molto simile a quello di una fresca e vispa bimba dalla pelle che richiama il colore delle acque più pure.
Questa deve sicuramente il suo aspetto ai poteri che derivano dal suo elemento, ovvero quello di rigenerazione e purificazione all’origine dello stesso ciclo vitale. Per questo motivo la Fata dell’Acqua, che per comodità chiameremo in questo modo, ricopre un ruolo rilevante nel periodo primaverile: è grazie al suo operato che la fauna e la flora si risvegliano dal torpore invernale pronti ad affrontare il nuovo ciclo stagionale. Risvegliare gli animali dal letargo, far germogliare i rami degli alberi, rinverdire i prati e rinfrescare i boccioli, sono solo alcuni dei compiti a cui la Fata dell’Acqua e le sue aiutanti si dedicano con cura e dovizia.
Al potere rigenerante di questa potente e giovanissima fata sono riconducibili tutte le ninfe acquatiche, che vivono, a seconda delle tipologie, in laghi, fiumi, stagni o nel mare, come ad esempio le Sirene e le Nereidi. Da non dimenticare sono poi le famigerate “Signore dei Laghi” che da sempre hanno occupato un posto di tutto rispetto nelle leggende popolari. Le Ninfe Aquatiche hanno caratteri e poteri differenti, ma il loro compito è quasi sempre quello di custodire, anche a costo della vita, il fiume od il lago al quale sono legate. Difficilmente una ninfa abbandonerà il luogo da lei protetto, anche se molte leggende ci parlano di alcune eccezioni, che spesso si sono concluse in modo tragico. In questi singolari avvenimenti erano spesso coinvolti giovani uomini, dei quali le ninfe subiscono molto facilmente il fascino.
Bogus ha detto:
“Forse mi sono dimenticato di precisare una faccenda. Fondamentale direi! Non dobbiamo considerare il controllo generato dall’elemento che custodisce la Fata dell’Acqua - questo vale sia per la Fata dell’Acqua che per tutte le altre tre - come una sorta di “potere di controllo assoluto” sulle altre fate. Il suo controllo si limita unicamente alla buona riuscita della stagione: ogni fata custode non si interessa minimamente né degli scherzetti che le volubili fatine combinano a danno degli uomini o degli altri abitanti del Piccolo Popolo, né delle vendette o dei doni che esse elargiscono a seconda del loro volere… Una volta compiuto il dovere stagionale le fatine sono pronte a combinare mille e mille guai… sì, sì, a volte anche qualcosa di buono… ma io non mi fiderei più del dovuto!” |