Nella mitologia celtica ricorre spesso il nome di Morgana, considerata una delle ultime sacerdotesse che abitò la mitica terra di Avalon. Possedeva la facoltà di spostarsi da un luogo all’altro fluttuando a pochi centimetri dal suolo. Proprio per tale caratteristica si cominciò a parlare di lei denominandola “fata” Morgana. Ma chi era veramente costei? Considerato il suo ruolo nelle leggende legate a King Arthur era una fata benevola o una Fata Oscura?
A giudizio di Bogus, può essere considerata più una maga sacerdotessa che una fata. Con un carattere decisamente forte e allo stesso tempo “lunatico” si rese protagonista di diversi episodi caratterizzati da spirito vendicativo. Si narra che Morgana fosse la sorellastra di Arthur e l’antagonista di sua moglie Ginevra. Prendendo in esame alcune fonti siamo in grado di affermare che Morgana fosse la maggiore di tre sorelle e che abbia ereditato da sua madre, come avveniva per tutte le donne celtiche, i poteri scaturiti dalla magia della Terra. Le cronache narrano, tra l’altro, che sia stata allieva di Merlino ma che il suo temperamento fosse esattamente l’opposto di quello riscontrato nella personalità di Viviana, la Dama del Lago, allieva e amante del mago.
Conosciuta come guaritrice e dalla forma mutevole, Morgana avrebbe poi sedotto Arthur (che disconosceva il loro legame di parentela) generando così un figlio malvagio di nome Mordred.
Le conclusioni tratte da Bogus sulla figura di Morgana sono quindi le seguenti:
“Dai dati che ho raccolto - e che vi ho ottimamente illustrato - posso afferamre senza ombra di dubbio, che Morgana non era affatto una fata… di conseguenza si cade in errore quando la si indica come <<Fata Morgana>>. Si trattava semplicemente di una donna dotata di enormi poteri legati alla forza della Terra, poteri che più di una volta ha utilizzato per contrastare la missione di Re Arthur (che desiderava la riconciliazione di tutte le genti dell’antica Inghilterra). Inutili furono i tentativi di sfida nei confronti del potente Mago Merlino… Infatti da sempre la donna desiderava indurlo ad uno scontro per poter primeggiare, non considerando affatto la lunga esperienza e il grande potere del maestro-rivale.” |