La vita di un troll è più breve rispetto alla media del Piccolo Popolo, si aggira, infatti, intor- no ai 150-200 anni.
Verso la fine della sua esistenza un troll inizia a perdere gli interessi che hanno occupato la sua vita fino a quel momento: non va più alla ricerca di tesori e diminuisce la quantità di birra giornaliera. Anche la vita sociale cam bia: un troll molto anziano raramente ama riunirsi con gli altri troll. Inoltre, la leggendaria ira lascia il posto alla malinconia. Quando un troll sente che il momento è arrivato, inizia il suo viaggio verso la vetta più alta del circondario, detta “La Grande Vetta”, viaggio dal quale non farà più ritorno.
Ma non è detto che questa tradizione
sia la regola: durante uno dei suoi
avventurosi viaggi nel Grande
Nord, il nostro amico Bogy ha
incontrato un troll ultracentenario.
Bogy ci ha raccontato che era un
tipo dalla chiacchiera facile più
propenso a raccogliere uditori per
le proprie storie che ad allontanare gli intrusi,
come la tradizione troll vorrebbe.
Al loro primo incontro Bogy aveva confuso Mush, questo il nome del troll, con un albero secco: per essere un troll si presentava come terribilmente magro, con una pelle ruvida e secca come la più malconcia delle querce. Inoltre delle strane protuberanze gli spuntavano qua e là
per il corpo… Si trattava di funghi!
Mush raccontò al nostro amico che
intorno all’età di 110 anni si sentì
pronto a compiere il suo ultimo
viaggio ma, proprio mentre stava
raggiungendo la parte più alta della
montagna, sentì qualcosa che lo richiamava verso la valle. Era il fruscio delle foglie ed il tintinnio dei fiumi… Tutte cose delle quali non aveva goduto in vita, data la sedentarietà che contraddistingue i troll. Mush decise quindi di rimandare l’appuntamento con La Grande Vetta e di dedicarsi all’esplorazione delle valli del circondario. Via via, si spostò così tanto che arrivò ad esplorare quasi tutto il Grande Nord… Il suo amore per la natura era diventato così grande da desiderare di diventare parte di essa: dopo qualche tempo non sentiva più il bisogno di bere e nutrirsi e la sua pelle si fece sempre più dura, dalla consistenza simile a quella di una corteccia d’albero. Passò ancora altro tempo ed iniziarono a spuntargli dei funghi qua e là per il corpo… Il suo desiderio era stato realizzato: era diventato un albero che camminava! Mush ha giurato che conti nuerà a camminare fino a che avrà forza nelle sue gambe e fin quando ci sarà qualche coraggioso viaggiatore pronto ad ascoltare la sua incredibile storia. |