L’uomo è giunto sulla Luna e presto metterà piede anche su Marte; è l’unico essere vivente sulla Terra ad aver varcato le soglie dell’invalicabile, ad aver superato i limiti della nostra stessa atmosfera per giungere su pianeti extraterrestri. L’uomo è l’unico animale intelligente, capace di volare pur non avendo le ali, di correre più veloce del suono pur avendo due esili gambe. Sembrerebbe proprio prerogativa umana quella di voler andare sempre “oltre”.
D’altronde, un giorno l’umanità sarà costretta ad abbandonare la Terra, per il troppo inquinamento, per questioni di impoverimento genetico, a causa del Sole, che non durerà in eterno, o per altre cause. «Tra 50 miliardi di anni» scrive Sir George Darwin, figlio del celebre naturalista «quando la Luna disterà dalla Terra 550.000 Km, il giorno terrestre sarà uguale al mese e durerà 47 giorni attuali. Il nostro pianeta volgerà quindi al satellite sempre la stessa faccia; le giornate diverranno insopportabilmente calde, le notti rigide oltre ogni dire, poiché il mantello atmosferico non basterà più a proteggere il globo dai raggi solari (…). Quando poi la rotazione terrestre sarà ancora più lenta» il satellite tornerà ad avvicinarsi a noi, finendo con lo sgretolarsi e migliaia di frammenti cadranno sulla Terra, provocando danni apocalittici. Ma non c’è da preoccuparsi, 50 miliardi di anni sono davvero tanti. Per quel periodo l’umanità avrà già costruito colonie su Marte e forse anche su altri pianeti. Se l’uomo vorrà sopravvivere, in futuro dovrà spostarsi e raggiungere altri mondi abitabili, anche solo per via di un sovraffollamento demografico. Forse, accadde qualcosa di simile anche in passato. Gli dèi potrebbero essere giunti sulla Terra proprio per lo stesso motivo per cui noi ora tendiamo le nostre braccia verso l’infinito. Dai nostri padri abbiamo appreso questa caratteristica: quella di voler sempre andare “oltre”, di voler conoscere, esplorare, conquistare, creare, scoprire, inventare…
Gli dèi giunsero sulla Terra e vi trovarono già la vita, primitiva. Così, crearono l’uomo “a loro immagine e somiglianza” o, meglio, lo trasformarono rendendolo più simile a loro, e lo posero nell’Eden, nel Paradiso Terrestre. Il resto della storia già lo conosciamo. Queste informazioni sono tratte dalla Bibbia, che per molti è solamente un libro sacro, ma altri potrebbero intenderlo come se fosse un libro di mitologia o, addirittura, di storia. Ovviamente, gli uomini del tempo non scrivevano come noi, e non usavano gli stessi nostri termini per descrivere ciò che vedevano. Così, oggi spetta a noi leggere questo libro “tra le righe”, con metodo filologico.
Gli dèi giunsero dalle stelle e poi ripartirono, lasciando il mondo da loro creato in mano all’umanità, lasciando dietro la scia della loro nave celeste molte domande senza risposta, molto stupore, molta meraviglia, tant’è che il ricordo di questi esseri è ancora vivo al giorno d’oggi. |