La struttura di un villaggio di gnomi è abbastanza nteressante da analizzare. Prima di tutto dobbiamo cancellare
l’idea di villaggio che abbiamo nella nostra testa: in un villag gio di gnomi non ci sono piazze, non ci sono strade, non ci sono negozi e… si, ci sono case, ma sono case davvero particolari! La sua area si può estendere per svariati chilometri: due “concittadini”, infatti, potrebbero vivere ad una distanza molto elevata. Tale organizzazione è dovuta principalmente ad una questione di sicurezza.
Gli gnomi preferiscono infatti abitare separati uno dall’altro, per non destare inopportune attenzioni di curiosi: in tempi remoti, quando gli gnomi occupavano abitazioni poco distanti l’una dall’altra, è capitato che, qualche umano troppo curioso, si sia avvicinato così tanto da mettere in pericolo la vita di una intera generazione… Fortunatamente, le cronache popolari degli umani, riportano queste testimonianze come il racconto di qualcuno che aveva alzato un po’
troppo il gomito. Da questa, e da altre
simili esperienze, gli gnomi hanno
capito che è meglio non rischiare:
gli uomini possono essere i loro
migliori amici così come diventare,
inaspettatamente, i loro
nemici più spietati.
Un re degli gnomi dell’area
silvestre ebbe quindi l’idea di sfruttare
gli elementi naturali per ottenere
case confortevoli e funzionali allo scopo
di mimetizzarsi e nascondersi all’occhio
umano: una tipica casa di gnomo poteva
quindi essere inglobata in un albero o,
addirittura, nel più remoto pertugio di una
caverna. Questo modello urbanistico si
diffuse rapidamente, fino a diventare una
prerogativa per la cultura gnomica. |