Il 10 dicembre 2009 i produttori austriaci del documentario sul manoscritto hanno scoperto che il manoscritto Voynich è molto più antico di quello che si riteneva. Più vecchio anche dell’epoca in cui visse Roger Bacon, uno dei primi a cui è stato attribuito. Le analisi al radiocarbonio 14, effettuate dalla produzione austriaca, hanno infatti rilevato che il vellum è stato creato tra il 1404 e il 1438, il che significa che la pecora dalla quale proviene è morta in quel lasso di tempo e che il manoscritto, ma queste sono logiche deduzioni e non certezze, potrebbe quindi essere stato scritto tra il 1420 e il 1460.
Quante teorie rimangono in piedi dopo questo assunto? Si può dire che il manoscritto di Voynich è uno strano erbario farmaceutico del XV secolo, anche se molto diverso da quelli vergati in quello stesso periodo di tempo? Oppure, assumendo per certo, vista la mancanza di correzioni sul testo di alcun tipo, che si tratti di una copia di un libro più antico potrebbero anche le teorie apparentemente escluse da questa datazione scientifica rientrare dalla finestra se si provasse che determinati oggetti, a esempio i microscopi, fossero già in uso?
Ma come è stata fatta questa datazione? Perché le notizie della stampa internazionale risultano confuse?
Rene Zandbergen ricercatore e protagonista del documentario osserva: “Alla conferenza erano presenti giornalisti che non erano esperti del manoscritto e i loro resoconti non sono stati così precisi e attenti. Pertanto mi permetto di ribadire che la datazione attraverso il C14 è stata effettuata su quattro diversi campioni, prelevati in parti differenti del manoscritto e tutti sono stati sottoposti al processo di datazione separatamente. Tutte le quattro date coincidono entro il minimo di standard previsto. La quantità dei campioni era la medesima. La curva che ne è risultata stabilisce la data della creazione della pergamena in un periodo che va dal 1404 al 1438 con il 95% delle probabilità. Si è rilevato che la stesura del manoscritto dovrebbe essere avvenuta in quegli anni in quanto, da ricerche storiche risulta che non venivano conservate così tante pergamene in bianco per essere usate successivamente. Gli inchiostri e i pigmenti sono stati testate da McCrone e non contengono alcun elemento chimico che possa far pensare che siano successivi alla pergamena.” Ma gli esperti del McCrone Research Institute di Chicago non solo hanno determinato che l’inchiostro non è stato aggiunto successivamente ma anche che il testo sembra essere stato scritto in Italia.
Riflessioni:
La prima cosa che questa datazione ci permette di escludere è che si tratti di una bufala. Pertanto tutte le teorie, perfino quelle di Stolfi e Rugg, che sostenevano possibile si trattasse di una bufala sono da cancellare e dimenticare per concentrarsi ora sui nuovi dati. L’esperienza insegna che spesso le cose che non si capiscono non sono necessariamente delle bufale perché sembrano senza senso. Questo superficiale e arrogante approccio scientifico perde decisamente dei punti dopo la datazione al C14! Quindi, se possiamo escludere con certezza quasi assoluta che il vellum sia stato conservato per secoli e poi utilizzato e quindi il manoscritto deve essere stato vergato entro il 1460 non possiamo escludere invece che esso sia la copia quattrocentesca di un testo più antico cosa che, personalmente, ritengo da sempre essere la più plausibile, per varie evidenze ma soprattutto perché in esso non c’è traccia calligrafica di errore alcuno! Quindi datare il vellum e l’inchiostro elimina il periodo successivo al 1460 ma non quello precedente!
Il fatto che oggi si sappia per certo che il manoscritto non è uno scherzo o una bufala attirerà i ricercatori, che prima si erano distaccati, a investigare maggiormente partendo da dati di fatto reali, su un campo di ricerca adesso limitato e potrebbe non essere impossibile che, prima del 2012, anno in cui stranamente cade il centenario della scoperta del VMS, quest’ultimo venga decifrato.
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